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Microsoft-Yahoo: in gioco ci sono anche le applicazioni. Le reazioni di Google.

A poche ore di distanza dall’offerta ostile da parte di Microsoft per l’acquisizione di Yahoo, è il momento per gli analisti di dire la loro.

Non c’è solo la pubblicità, in gioco, sostengono unanimemente, ma una più articolata strategia per la distribuzione delle business application su Internet, segmento sul quale Google si muove da tempo con maggiore decisione.

Secondo Forrester, Yahoo porta in dote datacenter molto efficienti e un talento ingegneristico fondamentale per Microsoft: le garantirebbe un nuovo ritmo in un segmento nel quale la società si è finora mossa piuttosto lentamente.

Concorde Ovum: finora Google Apps non ha rappresentato una vera minaccia per l’offerta Microsoft in materia di business application, ma lo potrebbe essere in futuro. E se Microsoft vuole accelerare la sua presenza nei servizi online, Yahoo è un acceleratore.


Non si tratta di acuire una specifica tecnologia, in sostanza, ma un insieme di strutture e talenti che potrebbero consentire a Microsoft nuovi sviluppi, non necessariamente copiando Google, ma sganciandola da un’ottica di rincorsa che fin qui sembrava inevitabile.

Come era intuibile, il giudizio di Google sulla proposta di acquisto avanzata da Yahoo è stato negativo. Drastico addirittura. "Sono in gioco i principi fondanti di Internet: apertura e innovazione", è la sintesi dell’opinione pubblicata sul blog ufficiale della società.
"La proposta di acquisto ha in sé elementi preoccupanti: Microsoft sarà capace di non esercitare lo stesso tipo di influenza negativa che già ha avuto nei pc nel mondo di Internet?".
Proprio per queste preoccupazioni, non è detto che Google scelga di stare alla finestra a guardare lo svolgersi degli eventi.

Secondo Wall Street Journal, potrebbe essere l'arcirivale a correre in aiuto di Yahoo per sfuggire all’offerta Microsoft. Non lo potrebbe fare direttamente, per questioni di antitrust e di regolamenti, ma potrebbe comunque giocare un ruolo importante, sia nell’incoraggiare altre aziende a farsi avanti con offerte proprie (e qui rispuntano i nomi di At&amP;T, News.Corp, Time Warner), sia nell’aiutare Yahoo a rimanere indipendente.
Potrebbe offrire denaro direttamente all’uno o all’altro, o potrebbe persino arrivare a formulare qualche accordo in tema di pubblicità. Sarebbero operazioni a rischio antitrust anche queste, in quanto diminuirebbero comunque la concorrenza, ma il quotidiano statunitense non le esclude, proprio perché non è detta l’ultima parola.
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  1. Avatar
    ninodilorenzo
    04/02/2008 18.42.45
    E' proprio una maledizione divina!.....
    Ci sono delle persone serie, ancora, decise e determinate a svolgere il loro lavoro piu' che ottimamente e ad espandere continuamente il loro progetto, migliorandolo e facendo di esso una vera vocazione e ce ne debbono essere altre poi che invece di fare la stessa cosa per i loro progetti anch'essi ottimi devono invece pensare a come stressare e infastidire le prime che sono li' per fatti loro, nel loro sentiero senza calpestare nessuno.
    Secondo me il risultato sarà quello di perdere tempo a farsi concorrenza spietata perdendo però delle risorse che invece oggi sono riservate alla ricerca,allo sviluppo e anche in tutta onestà al piacere dell'utente.
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