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Novell-Suse, il giorno dopo

Qualche dettaglio in più è stato reso noto rispetto ai termini dell'operazione con la quale Novell acquisirà Suse Linux.
Ad esempio, che Suse manterrà il suo nome e il suo quartier generale in Germania, mentre negli Stati Uniti resterà solo una piccola filiale in California.
Dettagli non da poco, come si vede.
Intanto, anche se l'operazione sarà effettiva solo dal prossimo mese di gennaio, si cominciano a delineare non solo gli scenari, ma anche le modalità operative.
E se Linus Torvalds esce dal suo classico riserbo, sottolineando come questo accordo di fatto serva ad arginare rischi monopolistici in area open source, garantendo alla community la presenza attiva di più player di rilievo, gli analisti guardano all'operazione come a una ottima opportunità per Novell.
Sostiene Gartner, ad esempio, che per la società di Provo l'area Linux è un'ottima opportunità di crescita, un mercato "puro" nel quale ritagliarsi uno spazio interessante. Ma i vantaggi, è sempre l'opinione di Gartner, non sono solo per Novell. A Suse l'intesa frutta l'apporto di tutto il canale Novell, un canale sul quale l'azienda ha molto lavorato negli ultimi 12-18 mesi e che è pronto a ripartire non solo negli Stati Uniti ma anche a livello mondiale.
Peraltro - e queste sono le voci degli stessi rivenditori Novell - molti partner hanno finora lavorato tanto con Suse quanto con Red Hat, ma una volta formalizzata l'intresa sarà molto più facile lavorare con un'unica offerta. Che inevitabilmente sarà Suse.
Qualche perplessità viene sollevata dalla comunità Linux, soprattutto per quanto riguarda la "disputa" Gnome contro Kde. Ora Novell li ha entrambi in casa, l'uno (Gnome) di stretta derivazione Ximian, l'altro (Kde) come eredità Suse. La scelta, si spera, sarà dettata dalle indicazioni degli utenti e della comunità.
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