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Oracle rilascia VirtualBox 4.0: ecco le novità

Oracle ha appena reso disponibile la quarta versione del software di virtualizzazione cross-platform VirtualBox, messo nel portafoglio dopo l'acquisizione di Sun Microsystems. Commentando la pubblicazione di VirtualBox 4.0, Wim Coekaerts - Linux and Virtualization Engineering Senior VP in Oracle - ha dichiarato: "si tratta della terza major release rilasciata in appena un anno. (...) Essa si va ad aggiungere alla linea di prodotti per la virtualizzazione a marchio Oracle ben evidenziando gli investimenti dell'azienda e l'importanza che viene attribuita a queste soluzioni".

La quarta versione di VirtualBox si presenta con un'interfaccia utente ampiamente rivista e con l'aggiunta del supporto per numerose periferiche hardware virtuali (Intel ICH9 e Intel HD Audio).
Tra le altre novità, il miglioramento delle performance per le unità di memorizzazione locali e per quelle di rete (protocollo iSCSI), il supporto per Open Virtualization Format (OVF) - uno standard aperto per la creazione e la distribuzione di applicazioni che possano essere eseguite su macchine virtuali - ed un meccanismo per la gestione dei dischi fissi virtuali parzialmente rivisto.


VirtualBox 4.0 supporta le estensioni (extension packs) che, molto probabilmente, inizieranno ad essere sviluppate d'ora in avanti. Migliorato anche il funzionamento delle Guest Additions grazie alle quali si potranno copiare file dal sistema host ai dischi della macchina virtuale.

Oracle ricorda che l'utilizzo di VirtualBox è "libero" per tutti coloro che desiderano impiegare il programma per scopi personali. La società commercializza licenze per le imprese al costo di 50 dollari all'anno. Il codice sorgente di VirtualBox viene distribuito sotto licenza GNU GPLv2 (General Public License v2).

Oracle VM VirtualBox 4.0 è prelevabile, nella versione per sistemi "host" Windows, facendo riferimento a questa pagina. Le versioni del programma compatibili con Mac OS X, Linux e Solaris sono invece scaricabili da qui.

  1. Avatar
    jacopo
    24/12/2010 00:34:21
    Citazione: che senso ha far pagare un software distribuito sotto licenza GNU GPLv2 (General Public License v2)?
    Innanzitutto, open source non significa che debba essere per forza gratis. Secondo, la pratica adottata da Oracle (ma anche da altre aziende) si chiama "dual lucensing": l'azienda in questione può decidere di distribuire il proprio codice con diverse licenze, sia open source che commerciali. Nel caso di Oracle e Virtualbox, credo che la licenza commerciale per le imprese includa anche il supporto tecnico da parte di Oracle stessa.
  2. Avatar
    realreg
    23/12/2010 15:35:54
    che senso ha far pagare un software distribuito sotto licenza GNU GPLv2 (General Public License v2)?
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