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Otellini: la legge di Moore? Ancora valida

È un Paul Otellini più ottimista di quanto gli analisti si sarebbero aspettati, quello che è salito sul palco dell'Idf di Intel, apertosi ieri a San Francisco.

Malgrado le previsioni di società del calibro di Gartner e Idc siano tutt'altro che rosee per questo 2009, che potrebbe addirittura chiudersi con una contrazione del comparto pc - la prima dal 2001 -, Otellini osa persino parlare di ripresa.
Il mercato mondiale dei pc potrebbe uscire dalla palude in fretta, ha sostenuto il manager, che non dà neppure per scontata una chiusura d'anno in segno negativo.

In fondo, è la tesi alla quale si appella Otellini, i pc sono oggi indispensabili, "qualcosa di cui le persone hanno bisogno nella loro vita quotidiana".
Con l'arrivo di Windows 7, poi, lo scenario potrebbe davvero assumere tinte meno fosche.

Ma l'Idf non è la palestra nella quale disegnar scenari. È piuttosto il luogo nel quale la tecnologia prende forma.
Per questo, cuore dell'intervento di Otellini è stata la presentazione dei primi chip funzionanti basati sulla tecnologia di processo a 22 nm, che verranno utilizzati nei futuri processori Intel.
Una presentazione che ha volutamente risposto ad alcuni interrogativi circolati recentemente in rete sull'effettiva validità della Legge di Moore.
Per Otellini, la Legge di Moore è tuttora valida: è stata avviata la produzione a 32 nm, proprio mentre si sta procedendo nello sviluppo della tecnologia di produzione a 22 nm, destinati a una nuova classe di processori.
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  1. Avatar
    Lettore anonimo
    29/09/2009 23:38:40
    Capisco l'ottimismo legato alla produzione dei nuovi processori a 22 Nm, alla conferma della validità della legge di Moore, capisco meno il collegare tutto questo all'uscita di un sistema operativo che, pur essendo decente, è ben lontano dall'essere un buon sistema operativo a meno che non lo utilizzino come benchmark penalizzante per dimostrare la bontà dei nuovi processori. Forse, in effetti, è proprio Windows a costringere Intel a correre in linea alla legge di Moore. Nel qual caso, grazie Microsoft
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