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PLIO: Su OpenOffice Oracle ha ingenerato solo confusione

Reazioni stizzite dopo l'annuncio di Oracle. Un brand name che ingenera confusione e un approccio lontano dalla filosofia open.

Non poteva restare privo di reazioni l'annuncio di Oracle del rilascio di Open Office 3.3 e Cloud Office 1.0.

Particolarmente irritata sembra la nota diramata poche ore fa da PLIO, (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org). Alla comunità open source sembra poco opportuna la scelta di Oracle di ribattezzare ciò che negli asset di Sun Microsystems era Star Office con il brand name Open Office.

E' una questione di brand - la possibile confusione con OpenOffice.org è palese - ma è anche una questione di approccio, dal momento che l'offerta di Oracle è a pagamento e poggia dunque su principi del tutto differenti da OpenOffice.org che può essere distribuito e utilizzato per qualsiasi scopo a titolo gratuito, come previsto dalla licenza LGPLv3. Italo Vignoli, presidente del PLIO, uno dei membri che hanno promosso il varo di "The Document Foundation" e del progetto "LibreOffice", ha puntualizzato con forza "che la suite OpenOffice.org è e rimarrà software libero" aggiungendo come la scelta di Oracle di rinominare Star Office in Open Office generi solamente "confusione sul mercato con il marchio OpenOffice.org, che è stato portato al successo dalla comunità con il lavoro dei volontari".

Confermando il suo impegno sul fronte del software libero, l'associazione PLIO provvederà ad annunciare il prossimo rilascio della release 3.3 di OpenOffice.org non appena la nuova versione della suite sarà pronta per il download e l'installazione da parte di tutti gli utenti.


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    jacopo
    18/12/2010 23:56:16
    In effetti, avendo letto di sfuggita la notizia (non da questo sito), pensavo si facesse riferimento proprio a OpenOffice.org
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    Miti Della Mura
    18/12/2010 21:00:42
    Caro Italo, l'aver definito irritata la reazione della community open source credo sia una interpretazione corretta del vostro sentire. Irritazione, per altro, che mi sento di condividere per i due motivi che ho espresso nel testo. Il primo, di stampo più squisitamente di marketing, è legato al brand name e alla possibile confusione tra i due prodotti. Negare che si possa confondere OpenOffice.org con Open Office è un esercizio di stile che preferisco lasciare ad altri. Il secondo è di stampo più "filosofico", se mi passi il termine. E credo che la differenza tra qualcosa che nasce, cresce e continuerà a essere open e qualcosa che non lo è sia ben chiara. Con questo, auguro a te e a tutti i membri di Plio buon lavoro e un serenissimo 2011.
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    Italo Vignoli
    18/12/2010 00:55:34
    Cara Maria Teresa, e sì che prima di scrivere il testo abbiamo contato tutti fino a 1000, e abbiamo fatto un bel respiro profondo... Io ritengo che essere irritati sia il minimo, quando tu hai lavorato gratuitamente per anni - per scelta - perché credi nella validità di un progetto e credi che la promozione del software libero sia un modo per fare qualcosa di positivo a favore della comunità, e all'improvviso arriva un signore che furbescamente sceglie un nome così simile a quello che tu hai contribuito a far conoscere che solo gli addetti ai lavori riescono a distinguere la sottile differenza tra i due, per poter dare un'altra mano di vernice al suo catamarano da corsa... Beh, io dico che incominci a valutare le dimensioni del trapano con cui prima o poi cercherai di fare un bel buco nella chiglia del catamarano.
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