1901 Letture

Poche le realtà che poggiano interamente sull'opensource?

Un analista esperto del mondo opensource fa una previsione: i modelli di business delle società che si occupano di software opensource sono destinati a convergere verso quelli impiegati dalle aziende che poggiano su codice chiuso e proprietario. La distinzione tra le due realtà starebbe divenendo meno importante. Sono le parole di Dennis Byron, analista presso ebizQ.
Secondo la ricerca condotta e pubblicata da Byron, il mercato dell'opensource sarebbe oggi costituiti da tre tipologie di player: i tradizionali fornitori di software, le aziende che mettono a disposizione prodotti opensource abbinando servizi di supporto a pagamento e le realtà che hanno scelto un approccio opensource "puro".
Questi tre gruppi si contenderebbero un mercato del valore stimato, nel 2007, di 250 miliardi di dollari; 300 milardi di dollari per l'anno in corso. Una porzione del mercato è occupata da prodotti opensource integrati in pacchetti distribuiti con licenze di tipo tradizionale. Byron cita, a titolo esemplificativo, il web server Apache utilizzato in prodotti come WebSphere Application Server di IBM e Fusion di Oracle.
L'altra fetta del mercato è costituita dagli introiti derivanti dai servizi di supporto tecnico dedicati ai vari software opensource. Byron ricorda, ad esempio, la commercializzazione di contratti di supporto e manutenzione da parte di Red Hat relativamente a prodotti opensource come Red Hat Enterprise Linux (RHEL) e JBoss.
Secondo Byron tutti i principali fornitori di software tradizionali oggi in qualche modo coinvolti nel mondo opensource, hanno abbracciato modelli ibridi "OSS (opensource software)/proprietari". Nel gruppo, l'analista inserisce anche Novell, società che distribuisce SuSE Linux.
Le realtà che lavorano interamente su un approccio opensource sarebbero rimaste, sempre secondo Byron, davvero poche.
Le osservazioni di Byron sono destinate a far discutere.

Poche le realtà che poggiano interamente sull'opensource? - IlSoftware.it