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Privacy: l'Europa ferma la soluzione adottata da Google

Il Gruppo di lavoro sull'Articolo 29, di cui fan parte le authority per la data protection di tutti gli Stati membri chiede a Google non far entrare in vigore le nuove norme sulla privacy prima di averne verificato la congruenza con la legislazione europea. E incarica il CNIL di far da tramite.

A pochi giorni dall'annuncio, da parte di Google, di una drastica revisione in forma semplificativa delle sue policy di sicurezza, un segnale di allarme arriva da un gruppo di regolatori europei.

Al gruppo di lavoro sull'Articolo 29, del quale fanno parte delegati per la protezione dei dati di ciasucno dei 27 Stati mebri, l'idea di una mega-policy che abbracci tutti i servizi erogati da Google, o per lo meno una buona parte di essi, non piace.
Così, il Gruppo ha inviato una lettera direttamente a Larry Page, nella quale si fa richiesta di sospendere l'entrata in vigore delle nuove norme per verificare che non contrastrino né infrangano alcuna delle leggi vigenti in Europa.


Non solo. Il Gruppo di lavoro ha incaricato l'authority francese per la data protection, il CNIL, perché assuma il ruolo di supervisore e rappresenti il punto di contatto per Google sul tema.

La mossa del Gruppo è stata accolta con favore anche da Viviane Reding, che su Twitter ha giudicato positivo che le authority europee si siano mosse per garantire che le nuove regole di Google siano compliant con le leggi europee.

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