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Quali scenari dopo la successione a Steve Ballmer?

Un fine settimana di tregua, dopo l'annuncio dello scorso venerdì, ha dato tempo agli analisti di valutare tutte le implicazioni che la successione di Steve Ballmer alla guida di Microsoft porta con sé.

La prima questione che cadrà in capo al nuovo CEO sarà decidere se proseguire il percorso intrapreso da Ballmer, ovvero trasformare il gigante del software in una società di devices and services, oppure abbandonare l'idea e tornare a focalizzarsi sui punti di forza della casa di Redmond, vale a dire tutto quanto ha a che vedere con il software per il mondo business.

Il punto è - e Reuters tra gli altri lo sottolinea - che la One Microsoft annunciata da Ballmer sei settimane fa non convince molti analisti. Il dito è puntato contro le vendite ancora insufficienti di Surface, sulle difficoltà a imporre Bing e, ancora, su una scarsa incisività sul fronte smartphone.
Il refrain è sempre lo stesso: meglio farebbe Microsoft a girare agli investitori i denari investiti in business poco profittevoli, concentrandosi là dove la sua posizione è chiara e dove i profitti sono significativi: Windows, Office e tutta l’area server.


In questa fase, la direzione si dichiara fortemente favorevole al piano di Ballmer tuttavia alcuni analisti fanno notare come la costituzione di un comitato per la scelta del successore sia di per sé un indice significativo di quanto l’azienda sia aperta in questa fase all’ascolto delle opinioni provenienti sia dall’interno sia dall’esterno.

Quanto ai possibili candidati, un orientamento verso figure come Satya Nadella, che guida attualmente l’area software, o altri manager interni sarebbe un segnale di stabilità rispetto al percorso tracciato da Ballmer.
Un candidato esterno sarebbe un segnale di ricerca di aria nuova, qualcosa comunque di non necessariamente distruttivo rispetto a quanto già annunciato, in grado di analizzare la situazione da un punto di vista differente.
Secondo alcuni analisti, Microsoft dovrebbe prendere in considerazione anche il parere degli azionisti.


Il valore del titolo è rimasto stabile negli ultimi dieci anni e più volte gli azionisti hanno richiesto maggiori dividendi e operazioni di buyback per rimpinguare un po’ i loro introiti. Si inizia ad ipotizzare che qualcosa del genere possa essere annunciato già nelle prossime settimane, in occasione dell’incontro annuale della società con i suoi azionisti.

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