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Ratificata la vendita di Skype. Il rientro dei "padri" del software.

Nella giornata di ieri la vendita di Skype è stata completata. L'acquirente rileva circa il 70% delle azioni, pagando complessivamente 1,9 miliardi di dollari in contanti e una lettera di credito per ulteriori 125 milioni da pagarsi successivamente. L'acquirente è un gruppo di investimento guidato da Silver Lake, del quale fanno parte anche Joltid Limited e Andreessen Horowitz.

A metà settembre i creatori iniziali di Skype - Janus Friis e Niklas Zennström - avevano intentato una causa nei confronti di eBay, colosso delle aste online che circa quattro anni prima, con una manovra da 2,6 miliardi di dollari, aveva fatto proprio il network Skype. Ad inizio novembre era arrivata la notizia del raggiungimento di un'intesa tra Skype, eBay e Joltid, società quest'ultima fondata da Friis e Zennström.

Josh Silverman, presidente di Skype, aveva espresso la sua soddisfazione a proposito dell'intesa raggiunta. "L'accordo avrà conseguenze estremamente positive sul futuro di Skype", scrisse Silverman enumerando tre aspetti principali. In primis, Skype (e quindi eBay) deterrà tutti i diritti sulla tecnologia utilizzata per "far funzionare" il client VoIP; in secondo luogo è stata posta la parola fine sull'azione legale sollevata nei confronti di Skype, eBay e della cordata di nuovi investitori: ci si potrà così esclusivamente concetrare sul miglioramento delle funzionalità del programma.
La vendita di Skype sancisce quindi anche il ritorno di Zennström e Friis.

Ratificata la vendita di Skype. Il rientro dei