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Ricerca di file Torrent: chiude BTjunkie, anche senza SOPA

Negli Stati Uniti ci si sta chiedendo se ci sia davvero bisogno di una SOPA per proteggere gli interessi delle case discografiche e degli studi di produzione cinematografica. A distanza di qualche settimana dalle proteste che hanno visto schierarsi in prima linea numerosi siti Internet (tra i quali anche Wikipedia), contro un provvedimento ritenuto pericolosissimo per la libertà d'espressione in Rete, un altro motore di ricerca di file Torrent - BTjunkie - chiude definitivamente i battenti.

Dopo la chiusura forzata di Megaupload e l'arresto del suo CEO, la sottrazione di ogni possibilità d'appello alle condanne che i fondatori di The Pirate Bay avevano subito in Svezia nel 2009, l'"autocensura" di Filesonic, anche BTjunkie - ininterrottamente in attività da quasi sette anni - decide di "gettare la spugna".


Sulla home page del sito campeggia un avviso a tutto schermo col quale l'amministratore di BTjunkie saluta gli utenti: "è la fine di un percorso, amici miei. La decisione non è stata facile da prendere, ma abbiamo scelto volontariamente di chiudere. Ci siamo battuti negli anni per il vostro diritto di condividere e scambiare contenuti, ma è tempo di passare ad altro. E' stata un'esperienza di vita indimenticabile. Vi auguriamo il meglio".

Il motore di ricerca è stato il punto di riferimento per almeno 80 milioni di utenti: milioni i file Torrent attivi che venivano dinamicamente linkati tanto che, secondo le statistiche pubblicate da Compete, era il terzo sito al mondo più trafficato nella sua categoria.

BTjunkie non è mai stato oggetto di azioni legali ma, visti i recenti accadimenti, gli amministratori devono aver preferito evitare di correre qualunque rischio. Nonostante il motore di ricerca Torrente non sia stato portato in tribunale, il sito è stato spesso preso di mira dell'industria dell'intrattenimento. Le ricerche mirate che riguardano BTjunkie sono infatti generalmente bloccate da parte di Google e fu proprio l'amministratore del sito, nel 2007, a scoprire che la MPAA ("Motion Picture Association of America", "Organizzazione americana dei produttori cinematografici") aveva iniziato a caricare online dei file Torrent fasulli.

  1. Avatar
    argo72
    08/02/2012 01:32:17
    Dovrebbe essere così in risposta a questi capitalisti monopolisti..hai ragione boxgabry
  2. Avatar
    boxgabry
    07/02/2012 10:25:00
    Un po' di pazienza ne sorgeranno degli altri. Le major e i discografici che comincino a preoccuparsi perche' la chiusura non significa affatto che le loro vendite aumentino anzi per reazione calano tenuto conto dei prezzi negli stores.
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