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Sco-Linux: la parola a Ibm

Risparmiandovi il riassunto delle puntate precedenti, già fatto alcuni giorni fa in occasione dell'annunciato pricing delle licenze da parte di Sco, ecco gli ultimi sviluppi.
La contromossa di Ibm, che fino a questi giorni aveva evitato commenti pubblici in vista del dibattimento al quale è stata chiamata da Sco nel mese di marzo, è una controdenuncia, depositata presso un tribunale dello Utah.
In una lettera interna, i cui contenuti sono stati però comunicati alla stampa statunitense, Ibm spiega i capi di imputazione: di fatto accusa a sua volta Sco di aver violato il Gpl (General Public License) a suo tempo sottoscritto.
Il Gpl, di fatto alla base di tutto quanto ruota intorno a Linux, autorizza chiunque a utilizzare o distribuire il sistema operativo dal momento che le modifiche e i cambiamenti vengono resi pubblici.
Ibm sostiene che Sco le abbia illecitamente revocato i diritti di licenza, diritti che il contratto statuisce come irrevocabili.
E se proprio di proprietà intellettuale si deve parlare, è semmai Sco che ha violato quattro brevetti Ibm con UnixWare, Open Server, Sco Manager e Reliant Ha.
Sco resta naturalmente ferma sulle sue posizioni, così come lo resta l'intera comunità Linux, pronta a seguire le orme di Red Hat e a creare fondi per aiutare le realtà di più piccole dimensioni a sostenere eventuali spese legali nella causa.
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