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Scontro Facebook-Apple sui dati degli utenti: Steve Wozniak cancella il suo account

Scontro Facebook-Apple sui dati degli utenti: Steve Wozniak cancella il suo account

Steve Wozniak, cofondatore di Apple, critica aspramente le modalità con cui Facebook gestisce i dati personali degli utenti.

Continua "la stretta" su Facebook anche da parte dei concorrenti e di alcuni "big" dell'industria.
Oggi è la volta di Steve Wozniak, cofondatore di Apple, che ha riservato a Facebook e ai suoi amministratori un giudizio particolarmente negativo.

Wozniak ha spiegato di aver deciso di cancellare il suo account Facebook perché il social network di Mark Zuckerberg avrebbe oltrepassato il limite, prendendo davvero poco a cuore la tutela dei dati personali degli utenti.

"Gli utenti pubblicano su Facebook ogni genere di informazione personale e Facebook gonfia le sue tasche riutilizzando tali dati per scopi di advertising", ha dichiarato Wozniak. "I profitti sono tutti basati sulle informazioni condivise dagli utenti ma gli stessi utenti non traggono alcun beneficio".
L'informatico 67enne stigmatizza il comportamento di tutte le aziende che sviluppano il loro business usando un approccio simile a quello di Facebook.


Scontro Facebook-Apple sui dati degli utenti: Steve Wozniak cancella il suo account

Riferendosi evidentemente a questa pagina delle impostazioni di Facebook, che invitiamo anche i nostri lettori a controllare, Wozniak si è detto stupefatto della quantità di informazioni che Facebook ha utilizzato per "profilare" ciascun utente. Inoltre, ha criticato come ciascun dato possa eventualmente rimosso uno alla volta.

E non ha invece mancato l'occasione di tessere le lodi di Apple che secondo "il socio" di Steve Jobs (Wozniak abbandonò la società a distanza di nove anni dalla sua fondazione, nel 1985) produce i suoi ricavi solo vendendo prodotti e non a spese degli utenti. "Per Facebook, invece, siete voi il prodotto", ha proseguito.


Già a marzo Tim Cook aveva platealmente criticato il modus operandi di Facebook non mancando di celebrare la sua azienda: "non condividiamo l'idea che ognuno (ciascun sviluppatore, n.d.r.) sia libero di fare ciò che vuole e che se non ci allineiamo a questa visione dobbiamo per forza essere nemici della libertà di espressione".
Il numero uno, riferendosi a Zuckerberg, aveva poi commentato: "non vorrei trovarmi nella sua situazione".

La reazione di Zuckerberg non si era fatta attendere ed apparve subito piuttosto stizzita. Il fondatore del social network in blu derubricò i commenti di Cook come "estremamente disinvolti" continuando con un'osservazione: "se si vuole costruire un servizio che non sia pensato soltanto per le persone più abbienti, è necessario ideare qualcosa che tutti possano permettersi".
Descrivendo il modello di business di Facebook, Zuckerberg ha aggiunto che il social network in blu si trova sulla stessa lunghezza d'onda di quelle imprese che non chiedono una contropartita economica agli utenti permettendo loro di usare gratuitamente i servizi.

Wozniak afferma di aver individuato in Facebook troppe criticità e l'affaire Cambridge Analytica sarebbe soltanto la punta dell'iceberg.
Annunciando il suo definitivo abbandono della piattaforma, Wozniak ha spiegato di aver modificato o cancellato ogni dato personale prima di richiedere l'eliminazione dell'account.

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