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Skype deve "monetizzare" e guarda all'advertising

Skype sta guardando a forme di advertising per garantirsi nuovi introiti. Nel corso di un'intervista rilasciata al "Telegraph", Josh Silverman - CEO di Skype - ha dichiarato che la sua azienda sta valutando nuove modalità per far crescere gli incassi ammettendo che si tratta dell'unica maniera per mantenere completamente gratuita una parte del servizio di telefonia VoIP. "Lo faremo in maniera rispettosa" ha spiegato Silverman riferendosi alle modifiche attualmente al vaglio dei vertici di Skype.

Al momento su Skype non ci sono inserzioni di terzi. I principali introiti di Skype per il momento arrivano da coloro che acquistano traffico od attivano abbonamenti per l'effettuazione di chiamate verso numerazioni fisse e mobili di tutto il mondo.

Skype sembra quindi giunto, almeno stando alle parole di Silverman, ad un punto di svolta. Per poter continuare a garantire gli standard qualitativi del servizio ai quali gli utenti sono oramai abituati è necessaria la pubblicità. Non è chiaro, per ora, in che modo l'advertising possa sbarcare in Skype ovvero se si parli di "spot" mostrati nel client VoIP sotto forma di banner o di brevi video.


Uno dei servizi che Skype offrirà gratuitamente, almeno per i primi tempi, è la videochiamata multiutente: i contatti potranno parlarsi sia in audio che in video, simultaneamente, dalla medesima finestra del programma.

A novembre 2009 è stata ratificata la vendita del 70% della quota societaria precedentemente detenuta dal colosso delle aste online eBay. Ad acquistare la fetta più grande un gruppo di investimento guidato da Silver Lake, del quale fanno parte anche Joltid Limited e Andreessen Horowitz. Joltid è una società fondata dai creatori iniziali di Skype - Janus Friis e Niklas Zennström - che sono così rientrati a tenere le briglie del network VoIP.

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