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Skype: il ritorno di Zennstrom e Friis

Secondo voci che circolano in questi giorni in rete, lanciate dal New York Times e riprese da diverse agenzie internazionali, Niklas Zennstrom e Janus Friis, i due fondatori di Skype che la cedettero a eBay nel settembre del 2005 per 2,6 miliardi di dollari, starebbero valutando l'ipotesi di riacquisirne gli asset per riportarla allo status di realtà indipendente.

Allo scopo, avrebbero dato il via a una tornata di finanziamenti, anche se è difficile al momento valutare sia l'entità della somma necessaria per riprendere Skype da eBay, sia l'effettiva capacità di raccolta del duo.

Va detto che in questo momento, eBay cercherebbe di raccogliere come minimo 1,7 miliardi di dollari e che l'ingresso di offerenti diversi dai due fondatori di Skype potrebbe portare con sé qualche strascico legale legato alla proprietà intellettuale di alcuni brevetti in area peer-to-peer. In particolare, nelle mani di Zennstrom e Friis è rimasto il brevetto per la tecnologia Joltid, la cui licenza non sarebbe stata rinnovata nelle scorse settimane. E quest'ultimo aspetto è sicuramente un freno inibitore per qualsiasi altro eventuale offerente.


Va detto inoltre, che la stessa eBay, qualche tempo fa, si era detta favorevole a valutare l'ipotesi di uno "spin off" di Skype, qualora le attività in ambito VoIp non avessero mostrato le necessarie sinergie con il suo core business. E in effetti, finora è stata proprio l'assenza di sinergie costruttive che ha portato a un progressivo deprezzamento del valore di Skype, malgrado la crescente popolarità del servizio.
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