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Sony raggiunge un'intesa con l'hacker della Playstation 3

Sony e l'hacker George Hotz, conosciuto con lo pseudonimo "Geohot", hanno raggiunto un'intesa che pone fine alla dura vertenza legale che il colosso giapponese aveva recentemente avviato. In cambio dell'"archiviazione" della vicenda, Sony ha richiesto al giovane Hotz di astenersi dalla pubblicazione di qualunque meccanismo avente come obiettivo quello di eludere le protezioni implementate nei prodotti commercializzati dall'azienda nipponica.

Secondo quanto dichiarato dalle parti, l'accordo sarebbe stato raggiunto già lo scorso 31 marzo ma si è preferito renderlo pubblico solamente nella giornata odierna. "Sony è lieta di mettersi alle spalle questa lite", ha commentato Riley Russell (Sony Computer Electronics America). "Abbiamo proposso la nostra azione legale solamente per proteggere la nostra proprietà intellettuale ed i nostri clienti. Crediamo che l'intesa raggiunta e l'ingiunzione permanente (ci si riferisce al fatto che Hotz non potrà più pubblicare alcun codice per il jailbreaking, n.d.r.) abbiano permesso di raggiungere il nostro intento".
Da parte sua, Hotz ha dichiarato: "la mia intenzione non è mai stata quella di causare problemi agli utenti né di favorire la pirateria. Sono lieto di essermi posto questa vertenza alle spalle". Il 21enne statunitense ha però aggiunto, sul suo sito web, che non acquisterà mai più dei prodotti a marchio Sony.

I vertici di Sony erano andati su tutte le furie circa un anno fa quando, dopo la decisione di "blindare" la console di gioco Playstation 3 - impedendo di fatto l'installazione del sistema operativo Linux - Hotz rilasciò, nel giro di pochi giorni, un codice in grado di "sbloccare" il dispositivo.
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