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Street View torna ancora in Europa: gli aggiornamenti

Dopo l'"assaggio" pubblicato all'inizio del mese, il servizio Street View di Google sbarca "in pompa magna" sul territorio tedesco. Da quest'oggi, gli utenti del servizio - fruibile puntando il browser web all'indirizzo maps.google.it quindi spostando l'"omino giallo" sulla cartina -, possono infatti spostarsi virtualmente, in Germania, per le strade di una ventina di città (Berlino, Bielefeld, Bochum, Bonn, Brema, Dortmund, Dresda, Duisburg, Dusseldorf, Essen, Francoforte, Amburgo, Hannover, Koln, Leipzig, Mannheim, Monaco, Nuremberg, Stoccarda e Wuppertal). L'aggiornamento fotografico caricato online dai tecnici del colosso di Mountain View è imponente: si tratta del primo corposo update in una delle nazioni che aveva più strenuamente osteggiato l'arrivo di Street View.
Oltre a targhe e volti, alcuni edifici sono stati "oscurati" per dare seguito alle richieste di rimozione pervenute da alcuni cittadini tedeschi. Sebbene chiunque, da qualunque Paese, possa richiedere l'eliminazione di un particolare ritratto su Street View (la propria abitazione, la propria autovettura, i propri familiari,...) cliccando sul link "Segnala un problema", Google - nel caso della Germania - ha accettato le domande di rimozione dall'archivio fotografico prima ancora della sua effettiva pubblicazione online.


Secondo Google, il numero delle richieste di rimozione sarebbe stato piuttosto contenuto: circa 245.000. In questo articolo avevamo riportato le dichiarazioni di Andreas Türk, product manager per Street View sul mercato tedesco. Stando a quanto dichiarato dal portavoce di Google, le 245.000 richieste pervenute sarebbero pari al 2,89% del numero totale di persone che in Germania posseggono un immobile.

Come testimonia questa pagina, le autovetture di Google starebbero visitando la nostra Penisola in lungo ed in largo: per il momento non è però dato sapere quando verrà reso pubblico il prossimo aggiornamento relativo all'Italia.
Il Garante della Privacy italiano ha recentemente stabilito, con un provvedimento consultabile a questo indirizzo, che Google "annunci" tempestivamente l'arrivo delle sue autovetture, in grado di scattare ed acquisire foto panoramiche a 360°. Come avevamo anticipato in questo articolo, Google dovrà designare un proprio rappresentante stabilito nel territorio dello Stato ai fini dell'applicazione della disciplina sul trattamento dei dati personali e provvedere "ad informare gli interessati, relativamente all'acquisizione di immagini fotografiche, individuando con un sufficiente livello di approssimazione le località visitate dalle vetture di Street View tenendo conto della ampiezza delle suddette località, mediante pubblicazione della notizia sul sito web della società, nei tre giorni antecedenti rispetto all'inizio della raccolta delle immagini". Tale attività informativa va espletata anche attraverso la pubblicazione "sulla pagina di cronaca locale di almeno due quotidiani, nonché mediante diffusione per mezzo di un'emittente radiofonica locale, di un preventivo avviso - per ogni regione visitata - che informi sui luoghi in cui circoleranno le vetture". Infine, il Garante ha disposto che il gigante di Mountain View (California) applichi, sulle vetture utilizzate per la raccolta delle immagini, indicazioni ben visibili tali da evidenziare "in modo inequivocabile, che si stanno acquisendo immagini fotografiche istantanee oggetto di pubblicazione online mediante il servizio Street View".


Ma Street View è in queste ore al centro di un'altra polemica, questa volta di carattere politico. L'argomento è il ben noto crollo della "Schola Armaturarum" di Pompei. "La Schola Armaturarum, crollata poco più di una settimana fa, è stata sottoposta a lavori di restauro e manutenzione delle coperture appena un anno mezzo fa, nel luglio 2009, come è possibile verificare effettuando una ricognizione negli Scavi di Pompei navigando su Google Street View". La dichiarazione è stata resa dai responsabili del gruppo Facebook "Stop Killing Pompeii Ruins" che sostiene: "(...) durante l'estate dello scorso anno, quando sono state fermate per sempre le lancette all'interno del sito archeologico pompeiano per inserire online queste immagini - aggiunge Dario Sautto del gruppo Facebook - erano in corso proprio alla Schola Armaturarum i lavori di restauro del solaio. Quel solaio, appena un anno dopo, è crollato. Quindi, non è vero che il ministro Sandro Bondi può non ritenersi responsabile dei lavori di restauro alla domus crollata, perchè lui era già in carica". RaiNews24 ha raccolto le dichiarazioni del ministro che definisce "infondate" le notizie diffuse dal gruppo Facebook e da un quotidiano nazionale.

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