4937 Letture

Tim Cook: il CEO che piace a Steve Jobs

Nella sua lettera di dimissioni, Jobs ha suggerito che fosse scelto Tim Cook quale successore. E il consiglio di amministrazione di Apple ha seguito tale suggerimento. In realtà, Cook, il cui ruolo ufficiale era quello di Chief Operation Officer (ovvero responsabile di tutte le attività operative dell'azienda), stava già svolgendo anche le mansioni di CEO, a causa dell'assenza forzata di Jobs per motivi di salute. E lo stesso è successo nelle altre due occasioni in passato cui Jobs si è dovuto assentare diversi mesi dall'azienda per curare il cancro al pancreas di cui è affetto.

Tim Cook non si trova quindi a rivestire improvvisamente un ruolo per cui non ha alcuna esperienza, tutt'altro. Però, come fanno notare diversi analisti, è una persona con un carattere e un modo di comportarsi (garbato, cortese e privo di scatti di ira) totalmente differente da Steve Jobs. Inoltre, ha da sempre l'obiettivo di migliorare le attività produttive e distributive per aumentare efficienza e profittabilità dell'azienda.


In pratica, il grande successo di Apple è frutto di un sapiente mix della visionarietà di Jobs e della praticità di Cook, un equilibrio che ha portato l'azienda di Cupertino ad avere un'altissima capitalizzazione.

Ma questo equilibrio potrebbe incrinarsi. Forse non subito, perché Jobs ha sicuramente tracciato la via a una serie di sviluppi che assicureranno ad Apple di proseguire sull'onda dell'attuale successo almeno per un altro paio di anni. E comunque Jobs è ancora un “dipendente Apple”, quindi, finché sarà in grado, potrà continuare a fornire il proprio contributo.

Tuttavia, Cook, che è a Cupertino dal 1998 e riveste il ruolo di Coo dal 2005, dovrà occuparsi di attività che andranno oltre la gestione degli approvvigionamenti, della produzione e della catena della logistica (in cui ha dimostrato di essere maestro). Per tali attività, che gradualmente diventeranno la sua prima occupazione, non è sufficiente essere pratici ma è necessario saper prevedere il futuro della tecnologia e saper prevedere dove andrà un mercato ancor prima che tale mercato sia nato.


C'è comunque da sottolineare che, oltre che sulle capacità “operative” di Cook, la visionarietà di Steve Jobs in Apple ha potuto fare affidamento anche su doti di design e marketing che non temono confronti (e non solo nel mondo della tecnologia) e che continueranno a essere disponibili anche a Cook. Il quale, pur non avendo il carisma e la creatività di Jobs, può però essere l'uomo adatto a gestire mantenere coeso un amalgama che funziona benissimo.

www.01net.it

Tim Cook: il CEO che piace a Steve Jobs - IlSoftware.it