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Tonfo in borsa per Nokia: Windows Phone a fine anno

Difficoltà per Nokia e la Borsa reagisce male. La società ha infatti ridimensionato le previsioni di vendita dei suoi dispositivi: Nokia si attende un risultato, per il secondo trimestre dell'anno, notevolmente inferiore rispetto al valore preventivato di 6,1 miliardi di euro. E si preferisce non offrire anticipazioni su quelli che potranno essere i risultati annuali "data l'inaspettata variazione delle prospettive".

Le ragioni dei risultati ben poco brillanti sono ricondotte al mutato scenario del mercato sul quale si sono affacciati competitor molto aggressivi, che hanno contribuito alla riduzione dei prezzi dei dispositivi. Per quanto concerne l'accordo siglato con Microsoft, l'azienda finlandese rimane compiaciuta della scelta fatta e dell'adozione del sistema operativo Windows Phone 7 che però, secondo gli osservatori, inizierà ad essere adottato, molto probabilmente, non prima di metà 2012. Sino a quel momento, Nokia dovrà quindi fare i conti con una situazione transitoria particolarmente delicata, come confermato dal CEO della società, Stephen Elop che però è più ottimista sulle tempistiche: "contiamo di lanciare il nostro primo prodotto basato su Windows Phone nel corso dell'ultimo trimestre del 2011".


Ieri le quotazioni di Nokia sono scese del 18% tornando addirittura ai livelli del 1998.

  1. Avatar
    mikronimo
    01/06/2011 17:28:42
    Sono anni che mi domando che cosa si stia aspettando a chiudere le borse; sono una fonte di problemi (quando non catastrofi) finanziarie; se un'azienda, come Nokia in questo caso, già ha delle perdite dovute al calo delle proprie vendite, aggiungervi anche le perdite dei valori delle azioni, quando i prodotti rimangono validi anche se poco apprezzati (purtroppo le mode tecnologiche non perdonano), è decisamente una cosa assurda, che porterà sicuramente ad un peggioramento (ulteriore) dei livelli occupazionali; il valore di un'azienda legato alle crisi di panico di chi lavora in borsa, che si inventa prodotti finanziari "virtuali" e quindi inesistenti, destinati a botti clamorosi (prevedere un'andamento economico e azzeccarlo, sono due cose che vivono in universi diversi, come hanno dimostrato le ricorrenti crisi economiche di questi ultimi decenni); in borsa dovrebbero essere trattati i valori direttamente collegati all'apprezzamento dei consumatori, cosa che sostanzialmente già avviene con i livelli di vendita; ergo, cvd, la borsa è inutile e dannosa per le aziende e arricchisce solo gli speculatori. :cattivo: :nono: :disapprovato:
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