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Twitter non si vende: parola di uno dei fondatori

Il cofondatore di Twitter, Biz Stone, ha smentito le indiscrezioni che facevano riferimento ad un'imminente vendita di parte dell'azienda. Secondo il "Financial Times", i vertici della famosa piattaforma per il social networking ed il "microblogging" avrebbero avviato una trattativa con la società finanziaria JPMorgan Chase & Co. Sul tavolo vi sarebbe la vendita del 10% delle quote azionarie di Twitter, valutate nell'ordine dei 450 milioni di dollari. La società fondata da Evan Williams, Jack Dorsey e Biz Stone conta oggi 350 dipendenti ed ha un valore stimato pari a 4,5 miliardi di dollari.

I servizi di social networking si stanno sempre più configurando come degli avversari sempre più agguerriti per nomi affermati quali Google, Microsoft e Yahoo. Sia Facebook che Google, secondo quanto rivelato il mese scorso dal "Wall Street Journal", avrebbero addirittura presentato delle offerte di acquisizione per l'intero Twitter.


Stone ha tuttavia voluto rimarcare come Twitter preferisca restare indipendente puntualizzando anche come non siano in atto discussioni formali circa una possibile acquisizione. "Abbiamo avviato una trattativa con Facebook un paio di anni fa", ha aggiunto Stone "ma non c'è mai stato nulla di concreto. Le altre sono tutte indiscrezioni infondate". Il cofondatore di Twitter ha poi ricordato come la società abbia iniziato da poco a puntare sull'advertising e proprio su quest'aspetto si fonderanno i futuri introiti dell'azienda.

Stone ha collaborato alla nascita di Twitter, nel 2006, abbandonando Google nello stesso momento in cui lo fece Williams. I due, dopo un primo nuovo progetto legato ai podcast, gettarono le basi del popolare servizio di microblogging. Secondo le stime di eMarketer, Twitter avrebbe prodotto ricavi pari a 45 milioni di dollari nel 2010 con una previsione, per quest'anno, di circa 150 milioni di dollari.

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