venerdì 12 maggio 2017 di Michele Nasi 2211 Letture
WhatsApp multata dall'AGCM: dovrà versare 3 milioni di euro

WhatsApp multata dall'AGCM: dovrà versare 3 milioni di euro

Sulla questione dei termini di utilizzo modificati, che permettono a WhatsApp di condividere i suoi dati con Facebok, l'antitrust italiana prende una decisione e decide di sanzionare l'app di messaggistica.

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha deciso di sanzionare WhatsApp per l'ormai ben nota vicenda dei dati degli utenti condivisi con Facebook.
La società controllata dal social network di Mark Zuckerberg dovrà versare una multa da 3 milioni di euro per aver indotto gli utenti italiani ad accettare integralmente i nuovi "termini di utilizzo" dell'applicazione, introdotti ad agosto 2016 (Evitare la condivisione dei dati da parte di WhatsApp).

WhatsApp multata dall'AGCM: dovrà versare 3 milioni di euro

L'antitrust scrive che WhatsApp avrebbe fatto ritenere ai suoi utenti che la mancata accettazione delle nuove condizioni non avrebbe permesso l'utilizzo dell'app di messaggistica.
"Coloro che erano già utenti alla data della modifica dei termini (25 agosto 2016) avevano, invece, la possibilità di accettarne “parzialmente” i contenuti, potendo decidere di non fornire l’assenso a condividere le informazioni del proprio account WhatsApp con Facebook e continuare, comunque, a utilizzare l’app", osserva l'AGCM.


I nuovi termini del servizio introdotti da WhatsApp sono stati oggetto di pesanti critiche anche negli altri Paesi europei: Facebook non acceda ai dati di WhatsApp.
Di fatto, Facebook ha potuto attingere ai dati di WhatsApp e, in particolare, ai numeri di telefono degli utenti riuscendo così - grazie all'incrocio con le informazioni contenute nei propri database - a tracciare una rete di relazioni tra gli individui ancora più ampia ed articolata.
Una "libertà d'azione" talmente vasta che non ha tardato ad evidenziare i potenziali rischi: Numeri di telefono su Facebook e WhatsApp: un caso eclatante.

La multa irrogata dall'autorità italiana si riferisce anche all'accertata vessatorietà di alcune delle condizioni che regolano il modello contrattuale sottoposto all'accettazione degli utenti.


I dettagli sul provvedimento dell'AGCM sono consultabili a questo indirizzo.