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WiMax: prime critiche al bando

Non ha suscitato un grande entusiasmo l'avvio della gara per il Wimax. Mentre l'Aiip, sollecitata da 01net, prende tempo, Adiconsum boccia senza appello l'iniziativa di Gentiloni e anche l'Anfov esprime qualche perplessità.

Secondo Paolo Landi, dell'associazione dei consumatori Adiconsum “La soluzione adottata dal Governo è la peggiore auspicabile per gli interessi dei cittadini”.

Un giudizio pesante motivato dal fatto che il bando “divide lo spettro in tre blocchi da assegnare con la soluzione del bando di gara, di cui due acquistabili da operatori che già posseggono un'altra tecnologia per la banda larga senza fili, l'Umts, su cui sono stati fatti investimenti enormi. Questi operatori non hanno alcun interesse a spingere sul Wimax; ora potranno tenere le frequenze nel cassetto o usarle a propria discrezione con il solo obiettivo del proprio profitto per ben 30 mesi. Tanto dovrà passare infatti prima che si avviino le procedure per la verifica dell'effettivo utilizzo sul territorio. E comunque non è prevista la restituzione, ma il solo obbligo a “rivenderle”.


Critiche arrivano anche dall'Anfov che tramite Stefano Festa, responsabile dell'Osservatorio Wimax da una parte esprime soddisfazione per l'avvio della gara e dall'altra analizza in dettaglio tre aspetti della gara.

Festa chiede maggiore chiarezza relativamente alla possibilità di utilizzo dello standard Wimax Mobile 802.16e, e che sia consentita la possibilità di utilizzo del Wimax come backhauling (la possibilità di collegare tra loro le antenne che forniscono l'accesso agli utenti) per non penalizzare gli operatori nuovi entranti. Ma anche l'assegnazione delle licenze lascia perplessa l'Associazione per la convergenza. Secondo Festa “l'assegnazione delle licenze destinate a operatori nuovi entranti risulterebbe identificata su base regionale. Questo secondo Anfov rischia di non favorire i nuovi entranti rispetto agli operatori che già detengono licenze Umts, costringendo i primi a competere su un maggior numero di licenze per coprire gli stessi territori. In tal senso Anfov auspica l'assegnazione di licenze sulle stesse strutture territoriali, per consentire una maggiore simmetria competitiva nella fase di assegnazione”.
www.01net.it

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