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Wind investe 1 miliardo di euro sulle reti del futuro

"Wind investirà 1 miliardo di euro in cinque anni per le reti di prossima generazione", ha annunciato oggi Maximo Ibarra, amministratore delegato di Wind (nella foto a lato), operando "insieme a Huawei e Sirti". Il roll-out di Wind nel 4G avverrà nella seconda metà del 2013 in alcune città ma anche in luoghi di particolare interesse quali aeroporti ed università.

È ormai impreciso parlare solo di rete mobile, ha proseguito Ibarra: "fisso e mobile sono integrati e aumentare la capacità mobile richiede comunque investimenti sul fisso".
Con un certo interesse si segnala la scelta di Sirti, grande realtà italiana con competenza sulle fibre ottiche e profondamente radicata sul territorio. "L'accordo con Wind e Huawei ha per il nostro Paese un'importanza di indubbio valore strategico perché crea infrastrutture competitive per un'Italia digitale", ha detto Stefano Lorenzi, amministratore delegato di Sirti.
In assenza di un catasto nazionale delle infrastrutture è strategica la conoscenza acquisita dalla sua azienda, che si sposa con la competenza tecnologica e con la capacità di gestione e controllo dei processi. Per quanto possa sembrare strano, negli ultimi anni un contratto del genere ad un’azienda italiana è stato l’eccezione e non la regola.
"Wind offrirà così una nuova e trasparente user experience di navigazione, rendendo accessibili servizi e contenuti multimediali in mobilità con una tecnologia di ultima generazione", ha ripreso Ibarra, "in un generale potenziamento della sua rete mobile". Anziché sbandierare presunte velocità massime, la scelta di Wind sarà di specificare nei contratti con l’utente la velocità minima garantita. Si tratta di una procedura diversa rispetto alle consuete, illusorie promesse che generalmente vanno in direzione opposta.

Frequenze, normativa e qualità
"Questo ulteriore e considerevole investimento segue quello per l’acquisto delle frequenze LTE", ha poi ripreso Ibarra. Per quanto riguarda le frequenze sulla banda a 700 MHz che dovrebbero essere disponibili a breve, ad una domanda in conferenza stampa Ibarra ha risposto che "sono indispensabili, ma parallelamente serve una normativa adeguata" e comunque non ai prezzi di concessione che alcune volte sono stati richiesti. Resta vivo l’interesse per le evoluzioni dello scorporo della rete nazionale - anche in ottica Infostrada - e alta l’attenzione per l’unbundling, dove - sostiene sempre l’Ad Wind - AgCom potrebbe fare qualcosa in più di quanto si sente.


Roberto Loiola, Vp di Huawei, accoglie "con particolare favore la decisione di Wind di investire in Italia con grande spiegamento di tecnologie avanzate di rete fissa, mobile, IT e convergente, nella banda larga mobile e nel cloud computing".
Tali investimenti consentiranno la realizzazione di "una rete più veloce e di qualità superiore, garantendo una migliore customer experience a cittadini e imprese".


Un valido modello
La trattativa è stata particolarmente interessante anche come modello operativo, vista l’entità degli investimenti e il personale coinvolto, svariate migliaia di operatori tra tutte e tre le aziende. L’intera operazione è stata possibile ricorrendo alla normativa vigente del raggruppamento temporaneo d’impresa tra Huawei e Sirti. In questo modo, inoltre, le competenze resteranno in Italia.
"L’ingente investimento costituisce un nuovo, significativo segnale dell'impegno comune verso l'Italia anche in tempi di difficile congiuntura economica", ha proseguito Loiola.
"Siamo molto soddisfatti dell’innovativo modello di partnership definito con Huawei", ha proseguito Lorenzi, perché esprime il valore della sinergia tra un partner tecnologico globale e un’azienda italiana di servizi che mette a beneficio di questa importante operazione la propria copertura e conoscenza capillare del territorio creando le condizioni per ottimizzare la rete di backhauling e consentendo un’ottima interconnessione dei siti radiomobili con la razionalizzazione dello sfruttamento delle infrastrutture esistenti". E "servizi" vuol dire "occupazione".

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