4630 Letture

Yahoo! condannata per la pubblicazione di "link pirata"

Una sentenza che viene definiti, da tutti gli esperti, "senza precedenti" sia in ambito nazionale che mondiale. La nona sezione del Tribunale di Roma ha infatti ritenuto colpevole Yahoo! per aver lasciato, tra i risultati offerti dal suo motore di ricerca, link facenti riferimento a siti web ospitanti del materiale audiovisivo "piratato". Il caso riguarda la pellicola iraniana "About Elly". L'azienda che distribuisce il film nel nostro Paese aveva dapprima chiesto a Yahoo! di rimuovere i link facenti riferimento a siti web che consentono di visionare l'opera cinematografica senza autorizzazione e quindi in modo del tutto illecito. Non avendo ottenuto il riscontro sperato, la società - appoggiandosi ad un'azienda che si occupa della gestione delle controversie legate al diritto d'autore - ha avviato un'azione legale.

Il giudice del Tribunale di Roma ha ritenuto Yahoo! colpevole spiegando come un motore di ricerca, secondo quanto riconosciuto nella direttiva europea sul commercio elettronico, non sia sì tenuto ad espletare un controllo preventivo sui contenuti indicizzati ma debba comunque intervenire allorquando dovessero pervenirgli segnalazioni circa la violazione dei diritti di terzi.


Mentre i promotori della vertenza plaudono la decisione del giudice romano, molte sono le domande che emergono circa i futuri scenari del web italiano. Esperti in materia si chiedono se ad essere responsabile non debba essere solamente chi mette a disposizione contenuti in violazione dei diritti altrui. Un motore di ricerca, infatti, "non è umano" (è ben lungi dall'essere una directory ossia una raccolta di link pubblicati ed aggiornati da un singolo individuo o da una sorta di redazione): attraverso un crawler, una procedura automatizzata, esso si occupa di "scandagliare" il contenuto dell'intera Rete analizzando i vari link ed indicizzandoli sulla base dei propri criteri. Scrive Massimo Mantellini: "se il motore di ricerca diventa (sulla base della sentenza appena emessa, n.d.r.) un normale produttore di contenuti editoriali (chiamati per l'occasione link) e deve esercitare una qualche giurisdizione illuminata su milioni di risultati continuamente aggiornati, il motore di ricerca muore. (...) Mentre il pirata, bello bello, da tutt'altra parte, resta".

  1. Avatar
    Davide Mula
    25/03/2011 18:12:39
    Il commento è assolutamente superficiale, basta leggere il provvedimento nella sua versione integrale (disponibile su www.dimt.it) per comprendere come il Tribunale di Roma non abbia fatto altro che applicare la legge seguendo i filoni giurisprudenziali della Corte di Giustizia Europea e delle altre corti, di merito e di legittimità, europee e non. Yahoo non è stata condannata a pagare un risarcimento o similari, come era stato richiesto dagli attori della causa, ma semplicemente gli è stato imposto di disattivare i link che apparivano come risultati della stringa di ricerca About Elly, in quanto diretti a siti che ledevano la legge sul diritto d'autore
  2. Avatar
    pinna
    24/03/2011 11:06:02
    Secondo me non si può neanche imporre a un motore di ricerca gestito da un algoritmo automatizzato quale il crawler di cambiare i suoi parametri per un link.....l'azione legale doveva essere intrapresa per far chiudere il sito pirata.
Yahoo! condannata per la pubblicazione di