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Condividere file e cartelle con Dropbox. Utilizzo di TrueCrypt per un maggior livello di sicurezza.



Con l'espressione cloud computing, com'è noto, si fa riferimento alle tecnologie informatiche che rendono possibile l'utilizzo di risorse hardware remote (processori, unità di storage e così via) oppure di risorse software distribuite per espletare operazioni che in locale risulterebbero troppo dispendiose, costose da effettuarsi oppure impraticabili.
Meccanismi "in-the-cloud" si utilizzano ormai, sempre più spesso, nel mondo dei software antivirus che utilizzano la potenza di calcolo di una batteria di server remoti per le operazioni di scansione (senza più basarsi sui database delle firme virali). Tale approccio offre anche il vantaggio di poter disporre degli strumenti per la rimozione dei malware più recenti, appena questi dovessero comparire online (non si deve più attendere la distribuzione di un aggiornamento del database antivirus).

I servizi cloud sono poi sempre più utilizzati per la memorizzazione di informazioni in modalità remota. Tali meccanismi consentono di creare una copia di backup dei propri file importanti, essendo sicuri che essi non possano andar perduti in seguito, per esempio, ad un danno fisico subìto dai propri dischi fissi. Dropbox è uno dei servizi più noti ed apprezzati: i server della società che amministra la piattaforma risiedono negli Stati Uniti e la gestione dei dati lato utente è affidata all'impiego di un'applicazione client, distribuita nelle versioni per Windows, Linux, Mac OS X oltre che per Android, iPhone, iPad e BlackBerry.

I dati inviati ai server di Dropbox vengono crittografati utilizzando l'algoritmo AES ed a disposizione di ciascun utente ci sono, di default, 2 GB di spazio. Come spiegato in questa pagina, gli utenti della versione gratuita di Dropbox che presentano ad altre persone il servizio, ottengono gratuitamente ulteriori 250 MB di spazio. Il bonus è cumulativo e può arrivare sino alla soglia massima di 8 GB (ottenibili, quindi, invitando 24 persone alla registrazione a Dropbox).

Per iniziare a lavorare con Dropbox, è sufficiente prelevare il software client per il sistema operativo in uso. Iniziamo con Windows effettuando il download di questa applicazione.

Completato il download, è sufficiente fare doppio clic sull'eseguibile di Dropbox per avviarne l'installazione.

Il primo passo consiste nella creazione di un account personale lasciando attivata l'opzione I don't have a Dropbox account.

Nella schermata successiva si dovranno inserire alcuni dati personali quali nome e cognome, indirizzo e-mail e specificare una password a protezione del proprio account. Tale password dovrà essere sufficientemente lunga e complessa (suggeriamo di utilizzare maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali):

Dopo aver cliccato sul pulsante Next si potrà scegliere il profilo di abbonamento gratuito (free) che offre, appunto, di 2 GB di spazio:

Optando per l'installazione di tipo avanzato (Advanced), Dropbox richiederà in quale cartella dovrà essere memorizzato il programma e quali cartelle saranno oggetto delle attività di condivisione e sincronizzazione.

Selezionando la prima opzione, il client di Dropbox sarà memorizzato, in questo caso, nella cartella C:\Users\Michele\Dropbox (stiamo utilizzando Windows 7):

Particolarmente importante è la schermata seguente che permette di impostare i contenuti da caricare, online, su Dropbox:

Suggeriamo di attivare "I want to use Selective Sync to choose which folders sync to this computer". Cliccando sul pulsante Selective Sync... si potranno verificare le cartelle il cui contenuto sarà memorizzato online, sui server remoti di Dropbox.

Dopo aver cliccato ripetutamente il pulsante Next, il programma creerà – sulla macchina in uso – una nuova cartella di sistema, denominata Dropbox:

Copiando o spostando dei file all'interno della cartella di Dropbox, questi saranno immediatamente caricati online e subito accessibili su tutti i propri sistemi ove si è installato il programma client oltre che sul web (da parte degli utenti autorizzati).


di Michele Nasi
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