Trasformare hard disk interno in esterno, come fare?

Si supponga di aver sostituito l'hard disk installato sul PC desktop oppure sul notebook con un SSD oppure con un disco fisso più nuovo, capiente e prestazionale.
Trasformare hard disk interno in esterno, come fare?

Si supponga di aver sostituito l’hard disk installato sul PC desktop oppure sul notebook con un SSD oppure con un disco fisso più nuovo, capiente e prestazionale. Cosa fare del vecchio hard disk?
Nel caso della sostituzione con un SSD, come abbiamo visto nell’articolo Installare SSD in sostituzione di un hard disk tradizionale, il vecchio hard disk può essere installato come secondario così da recuperare i dati in esso memorizzati. Nel caso di un notebook, però, non sempre si ha a disposizione un secondo connettore per collegare un altro hard disk o SSD.

Trasformare un hard disk interno in esterno, quindi, è sicuramente un’ottima idea. Per collegare hard disk e SSD al PC via USB sono oggi disponibili diversi strumenti, alcuni davvero pratici.

Molte sono le motivazioni che possono spingere a trasformare un hard disk interno in esterno:

1) Un vecchio hard disk, anche se rimpiazzato con un modello più veloce o con un moderno e ultra-performante SSD, può essere sempre un validissimo strumento per la memorizzazione dei dati. Perché dismettere un hard disk che ancora funziona bene e che può essere utilizzato come unità esterna?

Trasformare hard disk interno in esterno, come fare?
2) Il costo dei contenitori o box (detti anche enclosure) per trasformare un hard disk interno in esterno è davvero irrisorio. Alcuni esempi sono consultabili facendo riferimento a questa pagina.

Trasformare hard disk interno in esterno, come fare?
3) Usare un hard disk acquistato in proprio e trasformarlo in un’unità di memorizzazione esterna, può essere – spesso – un’idea migliore che acquistare un disco fisso esterno commercializzato come tale. Non è infatti una novità che nei prodotti di fascia medio-bassa i produttori non utilizzino la crème de la crème degli hard disk.

4) I dischi fissi contenuti negli hard disk esterni commercializzati dai vari produttori non possono essere rimpiazzati con i dischi fissi di qualunque brand. Acquistando invece un box per hard disk, si potrà installarvi qualunque genere di disco fisso, di qualsivoglia produttore.

5) Trasformare un hard disk interno in esterno permette di recuperare facilmente, ogni volta che se ne avesse bisogno, i dati in esso memorizzati. Se, in passato, si utilizzava l’hard disk su uno specifico sistema collegato in rete LAN, tale unità potrà fungere da strumento per il recupero di eventuali copie di backup di documenti e file.

6) Utilizzare una soluzione che permetta di collegare rapidamente l’hard disk di un certo computer ad un altro sistema, come unità esterna, è poi estremamente vantaggio nei casi in cui si dovesse operare un recupero dati (vedere anche Salvare file da un computer che non si avvia o non si accende).

Scegliere l’hard disk da trasformare da disco interno a esterno

Se si disponesse di più hard disk ormai “dismessi”, è cruciale verificarne lo “stato di salute” prima di utilizzarli per scopi produttivi. In altre parole, non bisognerà incappare nell’errore di usare un hard disk danneggiato (si pensi ai casi in cui il disco fisso viene sostituito proprio per questo motivo) oppure sull’orlo di guastarsi.

Nell’articolo Riconoscere hard disk che sta per rompersi: i sintomi abbiamo spiegato come stabilire quando un disco fisso tradizionale sta per “gettare la spugna”. Nel caso delle unità SSD, la situazione è diversa ed è illustrata nell’articolo SSD guasto, come sapere quando sta per morire.

Per i classici hard disk, suggeriamo di ricorrere all’ottima utilità gratuita CrystalDisk. Disponibile in versione portabile, CrystalDisk permette di accedere ai dati SMART del disco fisso collegato al sistema in uso.

CrystalDisk (versione portable)
Download: crystalmark.info
Compatibile con: tutte le versioni di Windows
Licenza: Freeware

I dati SMART consentono di stabilire se il disco fisso sia ancora in uno stato di buona salute oppure se vi sia il rischio concreto di un malfunzionamento nel breve termine.

Fattore di forma degli hard disk tradizionali

Com’è noto, gli hard disk elettromagnetici di tipo tradizionale sono disponibili nei fattori di forma da 3,5 e 2,5 pollici (questi ultimi usati prevalentemente nei notebook).
Gli hard disk da 3,5 pollici sono mediamente più capienti e meno costosi (costo a gigabyte) rispetto a quelli da 2,5 pollici ma richiedono anche l’alimentazione esterna: ciò significa che nel caso di un hard disk da 3,5 pollici collegato come unità esterna, oltre al cavo USB dovrà essere connesso un cavo di alimentazione alla presa elettrica a muro.
Viceversa, inserendo un hard disk da 2,5 pollici in un box esterno, non si dovranno usare collegamenti aggiuntivi (alimentazione) e basterà connettere il solo cavo USB al PC.

Rispetto ai drive da 3,5 pollici, quelli da 2,5 pollici sono – come già evidenziato – generalmente meno capienti e disponibili in spessori differenti: 7, 9,5 e 12,5 millimetri.

Velocità, capacità e interfaccia

Collegare un hard disk da 5400, 7200 o 10000 RPM usando un box esterno, via USB, fa poca differenza a riguardo dell’aspetto performance.
Gli hard disk contraddistinti da una maggior velocità di rotazione dei piatti (RPM) possono offrire qualche vantaggio durante i trasferimenti via USB 3.0 (soprattutto quando si leggono o scrivono migliaia di file di piccole dimensioni) ma i benefici sembreranno ai più pressoché impercettibili.

Se si prevede di inserire un hard disk in un box esterno, vale quindi la pena preferire i modelli da 5400 RPM: dischi fissi che fanno ruotare i piatti a maggiore velocità generano, ovviamente, più calore che, in un contenitore di dimensioni compatte, può essere più difficoltoso da dissipare (contribuendo a ridurre la vita dell’unità di memorizzazione).

Se l’hard disk verrà usato poco (ad esempio per effettuare il backup dei file poche volte al mese), ci si può orientare anche su modelli da 7200 o 10000 RPM ma se il disco dovesse restare sempre connesso, è opportuno usare un hard disk da 5400 RPM.

L’interfaccia da preferire è ormai SATA; inutile parlare dei vecchi hard disk IDE/PATA (veder anche Installare un secondo hard disk: perché e come fare).

Acquistare il box esterno per trasformare hard disk interno in esterno

A seconda della tipologia di hard disk interno che si desidera trasformare in esterno, è possibile orientarsi sull’acquisto del box più adatto.

In questa pagina è possibile trovare molteplici esempi di box esterni a prezzo contenuto.
Alcuni di essi – ed è bene verificarlo attentamente – consentono di inserire al loro interno hard disk da 3,5 pollici, altri da 2,5 pollici.
Nel caso dei “contenitori” per hard disk da 2,5 pollici è poi bene controllare nelle specifiche quali dischi fissi possano ospitare. Fortunatamente gli hard disk alti 12,5 millimetri sono molto rari; bisognerà quindi verificare il supporto per le unità spesse 7 e 9,5 millimetri.
I box per hard disk da 3,5 pollici, comunque, consentono di collegare anche dischi da 2,5 pollici.

L’interfaccia interna è oggi generalmente SATA (SATA III 6 Gbps compatibile con SATA II) mentre quella esterna, ovvero quella utilizzata per collegare il contenitore al computer, merita una riflessione.

A seconda delle porte disponibili su PC, si possono acquistare box con interfaccia USB 2.0/USB 3.0, FireWire o eSATA, sebbene quest’ultima – seppur molto veloce – non sia molto popolare. Alcuni combinano le varie interfacce e le rendono tutte disponibili nella parte posteriore del box.

Nella scelta del box migliore, che sarà utilizzato per accogliere quello che una volta era un hard disk interno, è bene valutare anche il materiale usato per la realizzazione del contenitore.
Se il box dovesse restare collegato al computer per molto tempo, è sempre preferire box metallici che consentono un più efficace smaltimento del calore.

Cavi e docking station per trasformare in un disco esterno qualunque hard disk

Coloro che non volessero acquistare un box esterno, possono orientarsi, ad esempio, su un cavo come questo che permette di collegare al PC, via USB 2.0 e 3.0 qualunque hard disk SATA o IDE.
Cavi come questo (detti anche tethering cable) sono utilissimi per coloro che hanno a che fare con molti hard disk di terzi, da collegare al bisogno.

Trasformare hard disk interno in esterno, come fare?
Soluzioni ancor più pratiche e professionali sono le cosiddette docking station per hard disk che offrono svariate interfacce, sia in ingresso che in uscita, e permettono di collegare sia unità da 2,5 che da 3,5 pollici.

Diversi ottimi prodotti sono disponibili facendo riferimento a queste pagine.

Trasformare hard disk interno in esterno, come fare?
Alcuni dispositivi integrano anche un lettore di SD mentre altri consentono, direttamente, di svolgere la procedura di clonazione dei dischi fissi, indipendentemente dall’interfaccia e dal fattore di forma.

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