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Il Wi-Fi è pericoloso per la salute? I falsi miti da sfatare

Il Wi-Fi è pericoloso per la salute? I falsi miti da sfatare

di Michele Nasi (05/03/2014)

Tra le domande più ricorrenti vi sono indubbiamente quelle relative alla presunta pericolosità delle reti Wi-Fi attive sul posto di lavoro oppure a casa. Quanto il Wi-Fi è pericoloso per la salute e davvero ci sono rischi nell'utilizzare connessioni senza fili?

Ultimamente il Wi-Fi è sempre più bersaglio di campagne di comunicazione piuttosto scorrette. Troppo spesso, infatti, si punta il dito contro le connessioni Wi-Fi facendo intendere che il loro utilizzo possa essere dannoso per la salute.

A fine 2013, come già accaduto in passato, si è addirittura diffusa in Rete (rilanciata poi anche da alcune agenzie di stampa, da testate nazionali molto famose e dagli altri media) una notizia dai toni allarmistici con cui si presentava un presunto studio elaborato in seno all'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In tutti gli articoli si faceva riferimento ai drammatici risultati cui sarebbero pervenuti i responsabili della ricerca: l'esposizione alle onde prodotte da un normale access point Wi-Fi potrebbe non solo avere serie conseguenze sulla salute ma anche provocare problemi alle donne in stato di gravidanza. Nulla di più falso.
La “bufala” (vedere l'analisi di Paolo Attivissimo) è stata tempestivamente “smascherata” e segnalata anche se, purtroppo, le preoccupazioni destate da tale notizia (ancora visibilissima in Rete) non sembrano essere state superate.

È invece proprio l'OMS ad affermare come non vi siano evidenze scientifiche di possibili danni alla salute in seguito all'esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza generati da sistemi di comunicazione Wi-Fi. Come rileva anche l'Istituto Superiore di Sanità, i livelli di esposizione (si pensi ad esempio ai comuni router od access point Wi-Fi installati in ufficio o a casa) sono poi molto inferiori ai limiti di esposizione raccomandati a livello internazionale e a quelli in vigore in Italia.

Per capire realmente se il Wi-Fi sia pericoloso per la salute è necessario prendere in considerazione alcuni fenomeni fisici che sono alla base dello standard IEEE 802.11 (Wi-Fi) e di tecnologie di comunicazione similari.
I dati inviati e ricevuti via Wi-Fi, così come accade con le altre tecnologie WLAN, si propagano attraverso onde elettromagnetiche. Queste provocano la variazione del campo elettrico e del campo magnetico nella zona circostante l'antenna.

Uno degli aspetti più importanti è quello relativo all'intensità dei campi elettromagnetici e quindi al tema delle potenze in gioco.
Il segnale emesso da un router Wi-Fi o da una scheda wireless installata in un personal computer è tipicamente dell'ordine dei 100 milliwatt, ben al di sotto della soglia considerabile come potenzialmente pericolosa.
Basti pensare che un forno a microonde irradia una potenza di circa 1.000 watt che comunque, grazie alle norme costruttive in vigore, confinano la quasi totalità della radiazione nel vano interno.

Un router Wi-Fi, inoltre, utilizza basse tensioni, trasmette in tutte le direzioni e su distanze relativamente lunghe.

Dal momento che le onde radio seguono la legge dell'inverso del quadrato (come la luce, il suono e la gravità), ogni volta che si raddoppia la distanza dalla fonte emissiva, si riceve solamente un quarto dell'energia “prodotta”.
Ciò significa che se “vicino” al router Wi-Fi l'assorbimento possa essere pari ad appena 0,1 Watt, a distanza di due metri si assorbiranno appena 0,025 Watt e così via.
In altre parole, la potenza del segnale Wi-Fi decresce molto rapidamente mano a mano che ci si allontana dal router o dall'access point.

Alle normale distanze “operative”, quindi, l'intensità del segnale Wi-Fi è talmente bassa da non esser fonte di alcuna preoccupazione. Il segnale wireless viene insomma a far parte di quel normale inquinamento elettromagnetico di fondo che è generato, ad esempio, dai segnali radio e TV.
La lunghezza d'onda dei segnali Wi-Fi (pari a 12 cm) è la stessa che caratterizza la radiazione cosmica di fondo: si ha forse paura di uscire di casa?

Wi-Fi e frequenza del segnale

In fisica lo spettro elettromagnetico riassume l'insieme di tutte le possibili frequenze delle radiazioni elettromagnetiche. Le varie frequenze sono suddivise in bande e lo spettro ottico indica quelle radiazioni che sono visibili all'occhio umano.
Oltre i limiti inferiore e superiore dello spettro ottico, vi sono bande di frequenze non percepibili dall'occhio umano con cui però ci troviamo ad interagire ogni giorno.

Si parte dai segnali radio con lunghezza d'onda più ampia (dell'ordine dei metri) per poi passare alle microonde, all'infrarosso, allo spettro visibile, fino all'ultravioletto, ai raggi X ed ai raggi gamma (lunghezza d'onda infinitesimale, dell'ordine dei picometri e frequenza invece elevatissima; immagine Wikipedia).

Le radiazioni caratterizzate da una lunghezza d'onda molto contenuta sono le più pericolose e sono dette ionizzanti (si pensi all'ultravioletto, ai raggi X e ai raggi gamma).
Tali radiazioni, infatti, trasportano sufficiente energia per ionizzare atomi o molecole (ovvero, in fisica, per rimuovere completamente un elettrone da un atomo o molecola).
Si pensi alle protezioni il cui utilizzo viene puntualmente caldeggiato da medici ed esperti quando ci si espone al sole per lunghi periodi (raggi ultravioletti, UV) ed alle attenzioni che i tecnici di radiologia ripongono ogniqualvolta un paziente debba effettuare una radiografia.

I router Wi-Fi trasmettono informazioni utilizzando radiazioni non ionizzanti: ciò significa che la lunghezza d'onda è inferiore a quella della luce (spettro ottico, visibile) ed, in questi casi, non vi sono rischi di alterazione delle molecole.
Un'analoga osservazione può essere quindi fatta non soltanto per le microonde (caso del Wi-Fi) ma anche per l'infrarosso e le onde radio.

Per quanto sin qui illustrato, allo stato attuale l'utilizzo di connessioni Wi-Fi non sembra poter avere alcuna conseguenza negativa sulla salute.
Precauzioni maggiori dovrebbero essere poste in esse, piuttosto, sull'utilizzo dei telefoni cellulari, soprattutto in considerazione del fatto che – normalmente – si tratta di oggetti che vengono mantenuti per lungo tempo a contatto con la testa e quindi a brevissima distanza da un organo vitale qual è il cervello.
Basti pensare che la “dose” di radiazioni assorbita dal corpo umano durante una chiamata di 20 minuti è pari a quella che si assorbirebbe in un intero anno ponendosi in un'area coperta da una rete Wi-Fi (vedere questa pagina). Le radiazioni complessivamente emesse da venti notebook con Wi-Fi attivato e due router wireless possono essere paragonate, più o meno, a quelle propagate da un unico telefono cellulare.

Un router Wi-Fi non è mai posto troppo vicino al corpo e spesso, addirittura, si trova in un altro locale (basti ricordare la legge dell'inverso del quadrato e tenere in considerazione il fatto che, ad esempio, le pareti riducono di molto la potenza del segnale).

A scopo meramente precauzionale, può essere ragionevole non sedersi a meno di un metro di distanza dal router Wi-Fi e non tenere, ad esempio, il portatile appoggiato sulle gambe mentre lo si utilizza.

In definitiva, allo stato attuale, non vi sono motivi per ritenere che le connessioni Wi-Fi possano avere un impatto negativo sulla salute. I router Wi-Fi, le schede wireless, le antenne Wi-Fi installate negli smartphone e nei tablet, come precedentemente evidenziato, emettono radiazioni non ionizzanti: non modificano cioè la struttura delle molecole né tanto meno alterano cellule e DNA ma interagiscono con i tessuti umani solamente attraverso la generazione di calore.
Se le radiazioni non ionizzanti emesse dai telefoni cellulari possano produrre qualche effetto su un sistema biologico, è assai difficile estendere la medesima osservazione alle connessioni Wi-Fi.

È pur vero che se la temperatura del corpo umano dovesse innalzarsi eccessivamente si andrebbe incontro a rischi per la salute. È però altrettanto vero che le “dosi” di radiazioni elettromagnetiche alle quali il corpo è esposto sono talmente contenute che il loro effetto è praticamente nullo (vedere, a tal proposito, questo documento in italiano elaborato dall'OMS).
Ad un'intensità bassa, insomma, le onde elettromagnetiche non ionizzanti non rappresentano alcun pericolo perché ingenerano troppo poco calore per scaldare in modo significativo un tessuto. Aumentando l'intensità posso aumentare i danni da surriscaldamento ma quelli dovuti alla ionizzazione rimangono sempre assenti nel caso di radiazioni non ionizzanti come quelle di un cellulare, di un router Wi-Fi o di un'antenna WLAN.

Interferenza tra forno a microonde e Wi-Fi

Ogni volta che si accende il forno a microonde la connessione Wi-Fi cessa di funzionare?
La spiegazione è molto semplice ed ha a che fare con le frequenze di funzionamento di forni a microonde, router e schede Wi-Fi. IEEE 802.11 b/g/n, infatti, tipicamente opera sulla banda di frequenza pari a 2,4 Ghz. I forni a microonde utilizzano bande di frequenza molto vicine.
Se il forno non fosse adeguatamente schermato è possibile che le radiazioni elettromagnetiche emesse possano interferire negativamente con il collegamento Wi-Fi in uso provocandone l'immediato malfunzionamento.

In questi casi il problema è da imputarsi ad uno scorretto montaggio oppure al danneggiamento della maglia fine (rete metallica) che avvolge internamente il forno. Anche in caso di fuoriuscita delle microonde (posta comunque la necessità di provvedere ad una riparazione dell'elettrodomestico), lo ricordiamo, trattandosi di radiazione non ionizzante è praticamente impossibile ipotizzare pericoli per la salute.

Per maggiori informazioni, suggeriamo la lettura del nostro articolo Che differenza c'è tra WiFi 2,4 GHz e 5 GHz?.

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Ultimi commenti
inviato da Beppe Lupo > pubblicato il 24/09/2016 10:30:21
Mi viene in mente le passate “accozzaglie” tra sostenitori del GSM e gli anti-elettrosmog. Comunque anche in questo caso regna una certa confusione … poiché per prima cosa se uno inizia a comparare l’esigua densità di potenza emessa del Wi-Fi con radiazione ionizzante è indice che siamo proprio messi male !. Non voglio allarmare nessuno, ma quando si è in presenza di una radiazione ionizzante … sarà meglio che si inizi il conto alla rovescia, poiché il tempo che ci si rende conto della presenza di questa radiazione è già sufficiente per un 85 % dei soggetti esposti ad avere problemi di salute nei prossimi anni per non dire nei prossimi mesi. Pertanto ritornando brevemente al Wi-Fi, la sua “pericolosità” non è dovuta alla lunghezza d’onda di lavoro che è pur sempre centimetrica nei caso dei 2,4 GHz o decimetrica nel caso dei 5,6 GHz ma è dalla breve distanza che separa l’utilizzatore dal dispositivo che pur essendo di bassa potenza (seppur inferiore ai 100mW), genera e supera i valori di densità di potenza considerati nella norma dal Ministro della Salute o altro Ente Scientifico Internazionale. Per gli scettici ho il necessario per l’informazione tecnica. Vi è da aggiungere un altro parametro oltre alla densità di potenza, ed è dovuto al tempo di utilizzo del Wi-Fi che solitamente supera le 2-3 ore giornaliere nonostante siano intervallate nell’arco della giornata ed inoltre non dimentichiamoci dalla tipologia di modulazione del segnale digitale tipico del Wi-Fi che possiede per intrinseca “struttura spettrale” una forte energia se confrontata ad altre modulazioni come ad esempio il vecchio GSM o il recente 4G-LTE (la modulazione è l’informazione trasportata dalla portante del trasmettitore) che contribuisce ad interferire maggiormente alcune cellule particolarmente sensibili del corpo umano. Non siamo tutti uguali e vero!, ma persone sensibili o adolescenti hanno una risposta diversa ed a volte incontrollata agli stimoli provenienti da intensi campi elettromagnetici. Una cosa è certa, la densità di potenza del Wi-Fi per uso domestico (tipico dell’HOT-SPOT) inferiore alle 20 lunghezze d’onda non è consigliata a nessuno (2,5 metri) e quindi meglio non avvicinarsi più di tanto e soprattutto spegnere il dispositivo durante le ore di riposo o durante la notte. Pertanto avere in mano uno Smartphone con il Wi-Fi attivo è la cosa peggiore che si possa fare. Se si rendesse necessaria la connessione internet o del What’s Up meglio scegliere l’opzione della SIM abilitata alla connessione dati per il semplice motivo che il periodo di trasmissione da parte del dispositivo è trascurabile rispetto al tempo di ricezione o se vogliamo di trasmissione del ripetitore telefonico, in pratica il cellulare o lo Smartphone con la SIM rimane quasi sempre in ricezione durante il download, salvo sporadiche conferme di ricezione avvenuta correttamente. In quest’ultimo caso avremo, risparmio energetico della batteria e soprattutto salute preservata. A voi la scelta. :wink:
inviato da andrea p > pubblicato il 10/06/2016 15:17:26
per sapere che tipo di danni provocano le onde wifi non dovete chiederlo al medico o al neurologo ma ad un progettista di antenne ! Le antenne di ricezione e trasmissione wifi sono dei cicuiti risonanti, in pratica e necessaria la potenza per ricevere un segnale ma soprattutto che il circuito ricevente sia un circuito risonante. Nei sistemi risonanti meccanici od elettrici la potenza viene amplificata per effetto del fenomeno della risonanza, quindi se la potenza e scarsa viene moltiplicata migliaia di volte...Con questo voglio dire che i nervi sono tessuti biologici evoluti per essere buoni conduttori di corrente , nessuno puo dire che tra le migliaia di fibre nervose cel corpo umano non ve ne siano abbastaza della lunghezza giusta da entrare in risonanza e quindi accordate con la frequenza wifi e quindi a dare in malora! Ricordate che il voyeger trasmetteva con una manciata di watt fin sulla terra pur dal confine del sistema solare perche all'arrivo da noi vi era un circuito risonante a ricevere i segnali e probabilmente anche dalle antenne fatte da alcuni dei nostri nervi... Pertanto e' sbagliato parlare solo di potenza di segnale, ma occorre tener conto dell'effetto risonante, i nervi che ne soffrono di piu sono quelli periferici e in particolre le piccole fibre, quelle che vi danno dolore e formicolio soprattutto alle mani e ai piedi...il fenome o della risonanza spacca tutte le cose in cui si innesca...
inviato da Fioravante > pubblicato il 17/05/2016 22:03:17
Non posso esprimere un giudizio sulla pericolosità e sui danni reali dei cellulari e/o del Wireless però vi sono dei dati di fatto che lasciano perplessi e preoccupati. Ho usato in maniera smodata, per ragioni di lavoro e per molte ore, il telefono cellulare; mi ritrovo sordo a causa dell' asportazione di un neurinoma del nervo acustico già in fase di recidiva. In più in un oliveto di mia proprietà le piante poste sotto una linea elettrica di bassa tensione ( 380/220 volts ) si stanno seccando o presentano ogni anno dei rami morenti. Sono solo dei casi ? preoccuparsi è legittimo e cautelarsi è prudente. La teoria filosofica della causalità ( post hoc ergo propter hoc ) forse calza in questa occasione .
inviato da Nicole777 > pubblicato il 16/05/2016 15:06:13
Consiglio a Pritti di andare da uno psichiatra, ma da uno bravo bravo mi raccomando :approvato:
inviato da Lettore anonimo > pubblicato il 09/04/2016 17:21:48
Qualora fosse vera la prima storia dell utente mi dispiace per la persona in questione ma il dubbio sorge spontaneo, lei come fa a usare il pc se ha quella particolare malattia??? e inoltre le chicchiere che circolano su internet sono gia troppe. Ormai in Italia tutti vediamo complotti di qua e di la, che ci sia un fondo di verità in alcuni casi può anche essere ma il tutto va VERIFICATO , ma la si deve smettere perchè questo comportamento e la conseguente divulgazione di false notizie in soggetti particolarmente predisposti GENERA PAURA o comuque pensieri del tipo questo fa male questo non si fa e cosi ci rinchiudiamo ancor di più dentro noi stessi . Informatevi prima di parlare e qualora la situazione non lo richieda mi auguro il silenzio , chi lo ha detto che per forza tutti debbano esprimere un pensiero? non condivido il riempirci la testa di baggianate , argomentazioni inutili e fuorvianti. ne in maniera utopica si può tornare indietro al passato cavolate, l'unico comportamento sano è un uso consapevole della tecnologia , sempre prima il cervello quando si uso uno strumento in modo da non sfociare in abuso.
inviato da Maur. > pubblicato il 15/03/2016 13:00:14
Ah beh... se l'ha detto Paolo Attivissimo stiamo tranquilli...
inviato da Pritti > pubblicato il 11/12/2015 17:39:07
ADESSO BASTA! Buongiorno a tutti, non ho voglia di stare a commentare questo "articolo".. Vi dico solo questo: io sono diventata ELETTROSENSIBILE 5 anni fa. Grazie a queste "INNOCUE", come le definite voi, onde elettromagnetiche sto vivendo una vita d'inferno. Non posso più fare praticamente nulla: cinema, teatri, ristoranti, concerti, mezzi pubblici, treni, supermercati...etc etc..Tutti questi luoghi ora per me sono proibiti. Praticamente faccio una vita da reclusa...e neanche posso stare a casa mia!Grazie ai tanto amati vicini... Mi tocca vivere in un camper a lume di candela, perchè ormai mi da fastidio anche la corrente elettrica. E non pensate che io sia "pazza" , e non sono neanche un'ambientalista... Solo in italia siamo quasi un milione di persone che hanno questo problema..solo che nessuno ne parla! In poche e semplici parole: le onde elettromagnetiche vi cuociono lentamente, proprio come un forno a microonde. E la cavolata che i forni a microonde sono schermati...scordatevela!Si, sono schermati...ma non abbastanza da essere innocui. Mettereste la testa di vostro figlio dentro un forno a microonde? Bhè...quando gli date in mano il vostro cellulare è quello che state facendo..Solo che il cellulare non ci mette 5 minuti, ce ne mette un pò di più...è solo questione di potenza! Noi elettrosensibili, l'unica cosa che possiamo augurarvi, è di non dover soffrire tutto quello che stiamo soffrendo noi. L'unico consiglio che posso darvi è SPEGNETE TUTTO. Non credete a nessuno che vi dica che le onde elettromagnetiche sono innocue.NON E' VERO! Vorrei solo potervi far sentire quello che sento io quando mi passa di fianco qualcuno usa un cellulare, o quando la mia vicina accende il microonde.Vi assicuro che non è piacevole sentire il proprio cuore battere talmente forte che vi sembra che vi scoppi, oppure sentire la pelle che comincia a scaldarsi come se vi foste bruciati al sole, per non parlare dei terribili mal di testa...e questi sono solo un paio di semplici esempi.. Le compagnie telefoniche non vi diranno mai che vi stanno vendendo qualcosa che può uccidervi...loro devo vendere!!!
inviato da Francesco Ambrosio > pubblicato il 25/10/2015 22:09:52
I raggi uv non sono ionizzanti perchè non hanno abbastanza energia per ionizzare la materia, correggete.


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