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Allestire un "file server" con Ubuntu Server e gestirlo mediante OpenSSH

Ubuntu Server è un'ottima piattaforma che permette di allestire un server in grado di effettuare le operazioni più disparate in pochi minuti di tempo. L'edizione Server di Ubuntu può essere utilizzata per creare un server web, un server database, un file server, un nameserver e così via.

Vediamo com'è possibile installarlo e configurarlo per creare un file server con Samba. Per effettuare tutti i test del caso ed assumere familiarità con Ubuntu Server, abbiamo deciso di installare la distribuzione all'interno di una macchina virtuale VMware Player, in ambiente Windows.

Dopo aver installato VMware Player (scaricabile gratuitamente da questa pagina previa registrazione; su IlSoftware.it abbiamo pubblicato numerosi articoli dedicati a questo software per la virtualizzazione), è necessario creare una nuova macchina virtuale cliccando sul link Create a new virtual machine.

Alla comparsa della procedura passo-passo di VMware Player che guida l'utente nella fase di preparazione della virtual machine, si dovrà dapprima selezionare l'opzione I will install the operating system later e cliccare su Next:

Dalla schermata successiva, si dovrà scegliere Linux come sistema operativo ed Ubuntu od Ubuntu 64-bit nel menù a tendina Version.


Frattanto, dopo aver cliccato su Next, è possibile scaricare la ISO di Ubuntu Server nella versione a 32 o 64 bit dal sito web ufficiale (nel nostro caso, abbiamo provveduto ad avviare il download della versione x64).

In VMware Player si dovrà poi assegnare un nome alla macchina virtuale in corso di generazione e specificare la cartella che dovrà ospitare i file necessari al suo funzionamento:

Il passo successivo consiste nell'indicare la dimensione massima dell'hard disk virtuale (suggeriamo di lasciare attivata l'opzione Store virtual disk as a single file).
Cliccando su Finish, si tornerà alla finestra principale di VMware Player. Da qui, dopo aver selezionato da macchina virtuale appena prodotta, si dovrà fare clic sul link Edit virtual machine settings.

Dal momento che l'installazione del sistema operativo dovrà essere avviata dal file ISO appena scaricato (ci si accerti del completamento del download), è necessario cliccare sulla voce CD/DVD (IDE), attivare Use ISO image file, fare clic sul pulsante Browse quindi individuare il file ISO di Ubuntu Server (nel nostro caso, ubuntu-10.10-server-amd64.iso):

Per impostazione predefinita, VMware Player regola l'interfaccia di rete delle macchine virtuali in modalità NAT. Si tratta di un'impostazione sicuramente adeguata se l'unica operazione che si vuole porre in essere è l'accesso ad Internet dal sistema virtuale. Per fare in modo, però, che la virtual machine diventi "parte integrante" della rete locale (LAN) e sia quindi accessibile da qualunque workstation ad essa collegata, è indispensabile impostare la scheda di rete in modalità bridged.
Attivando la modalità bridged, la macchina virtuale VMware apparirà agli altri sistemi della LAN così come se fosse un tradizionale personal computer "fisico", connesso alla rete locale mediante un cavo ethernet.
Per abilitare la modalità bridged, è necessario cliccare sulla voce Network Adapter quindi attivare l'opzione Bridged: connected directly to the physical network sulla destra.

Cliccando su OK quindi sul link Play virtual machine, si potrà avviare la macchina virtuale e l'installazione di Ubuntu Server.

Dapprima si dovrà scegliere la lingua preferita quindi selezionare la voce Installa Ubuntu Server.

L'installazione, sebbene sia presentata in modalità testuale, è comunque piuttosto semplice da portare a termine. Per non tediarvi senza motivo, citiamo soltanto i passi sui quali è necessario soffermarsi qualche istante.

Dopo la scelta della nazione di residenza (Italia) si passerà al rilevamento del layout della tastiera (qui si può scegliere No ed indicare Italia – Italia se si sta utilizzando una normale tastiera italiana).

Successivamente, si dovrà definire un nome per la macchina virtuale (noi abbiamo scelto ubuntuserver):

Alla comparsa della schermata per il partizionamento dei dischi fissi, suggeriamo di selezionare l'opzione Guidato – usa l'intero disco e premere il tasto Invio. In questo modo, previa conferma, sarà utilizzato l'intero quantatitivo di spazio a disposizione sul disco fisso virtuale VMware Player.

Più avanti, dopo alcuni minuti d'attesa, si dovrà indicare un account da usare al posto di "root" per le operazioni comuni sul sistemi operativo ed impostare la relativa password.

La procedura d'installazione di Ubuntu Server, quindi, richiederà se si fosse interessati a crittografare il contenuto delle directory personali: è possibile operare la scelta che si ritiene più opportuna.

Alla comparsa della schermata Informazioni del proxy HTTP è possibile premere Invio per conmunicare all'installer che non si desidera usare alcun proxy server per il collegamento ad Internet.


Gli aggiornamenti di sicurezza, quindi, possono essere gestiti in maniera autonoma da Ubuntu Server provvedendone all'installazione. Selezionando Nessun aggiornamento automatico si potrà provvedere ad installarli, manualmente, ad installazione ultimata.

Usando i tasti freccia e la barra spaziatrice, si possono indicare i componenti che si desidera vengano preinstallati:

Non appena verrà esposto il messaggio "Installare il boot loader GRUB nel master boot record" si dovrà rispondere affermativamente.

Ad installazione conclusa, la macchina virtuale sarà riavviata (basterà premere Invio sulla voce Continua).

Per accedere alla riga di comando di Ubuntu Server si dovranno digitare le credenziali d'accesso specificate durante l'installazione:

Per aggiornare tutti i pacchetti software di Ubuntu Server si potranno usare, in sequenza, i due comandi seguenti:

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade


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