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martedì 14 giugno 2022 di 2029 Letture
Banda larga servizio universale in Italia: cosa significa

Banda larga servizio universale in Italia: cosa significa

AGCOM pubblica un provvedimento che mira a introdurre il concetto di servizio universale per l'accesso a Internet a banda larga. Di cosa si tratta.

Un servizio universale è un servizio che viene messo a disposizione di tutti gli utenti sul territorio nazionale a prescindere dalla loro ubicazione geografica. Il prezzo deve essere accessibile e il fornitore deve garantire l'erogazione di un insieme minimo di funzionalità.

Nel campo delle telecomunicazioni, quando praticamente tutti dispongono di una o più utenze mobili, il servizio di accesso alla rete telefonica da postazione fissa (telefono fisso) rimane considerato servizio universale.

Incredibilmente, invece, come in passato era stato chiesto a gran voce dai cittadini e dalle imprese in aree digital divise, la banda larga non è considerata un servizio universale: in altre parole, nessun operatore è obbligato a fornire l'accesso a Internet in tutte le unità immobiliari d'Italia.

Fino a qualche anno fa, prima dell'avvento della fibra misto rame, fa il benchmark era la disponibilità di una connessione ADSL a 20 Mbps (commerciali). Le zone del Paese in cui non era possibile attivare una connessione ADSL erano dette aree bianche. La denominazione è stata conservata anche oggi: la differenza sta nel fatto, però, che l'asticella è stata elevata e con area bianca si fa riferimento a una zona in cui nessun operatore ha mai fatto investimenti sulla rete al fine di erogare connessioni a banda ultralarga (almeno FTTC, Fiber-to-the-Cabinet o FWA, Fixed Wireless Access).

AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha comunicato l'apertura di un procedimento volto a definire la banda larga come servizio universale.

Con la delibera 162/22/CONS, AGCOM osserva che è necessario "garantire la larghezza di banda indispensabile per la partecipazione sociale ed economica alla società", presso tutti i numeri civici italiani.

Entro la fine dell'anno AGCOM e le parti interessate (operatori di telecomunicazioni) dovrebbero arrivare a definire il concetto di servizio universale per l'accesso a banda larga.

La necessità di estendere a tutti i cittadini la possibilità di attivare una connessione Internet a banda larga è fuori discussione ma a questo punto il principale nodo da sciogliere consisterà molto probabilmente nella definizione del taglio di banda minimo assicurato a ogni utenza del Paese, ovunque essa si trovi.

Vale la pena evidenziare che il provvedimento non parla di ultrabroadband bensì di "banda larga": il profilo di connessione potrebbe essere quindi ridotto anche a una manciata di Megabit per secondo.

Va detto che sullo sfondo c'è il Piano Italia a 1 Giga: Open Fiber e Fibercop dovranno portare connessioni ad almeno 1 Gbps presso tutti i civici ove oggi non si superano i 300 Mbps in download. O meglio, le due aziende vincitrici dei bandi pubblici dovranno realizzare o adeguare la rete (in particolare quella secondaria): saranno poi i singoli provider di telecomunicazioni partner a offrire il collegamento Internet ultrabroadband ai clienti finali.


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