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Facebook lasciò a 61 aziende la facoltà di usare i permessi più ampi con le proprie app

Facebook lasciò a 61 aziende la facoltà di usare i permessi più ampi con le proprie app

Dopo la decisione di ridurre il numero di permessi utilizzabili dalle applicazioni Facebook, la società di Mark Zuckerberg permise comunque a decine di aziende di continuare a rastrellare i dati degli iscritti.

A maggio 2015, quando i tecnici di Facebook si accorsero che molteplici applicazioni avevano abusato dei permessi loro concessi per razziare i dati degli utenti e comporre ricchi database contenenti informazioni su interessi, preferenze e reti sociali, la piattaforma fondata da Mark Zuckerberg si affrettò a "chiudere i rubinetti".
Come ha ben messo in evidenza il caso Cambridge Analytica (Facebook e Cambridge Analytica: cosa ha insegnato lo scandalo in tema di tutela della privacy) e altri incidenti similari (myPersonality, un'altra app Faceboook, ha rastrellato i dati di oltre 3 milioni di iscritti), i buoi erano però ormai scappati dalla stalla.

Facebook lasciò a 61 aziende la facoltà di usare i permessi più ampi con le proprie app

Stando a quanto emerge dalla lettura di un documento ufficiale presentato dal numero uno di Facebook dinanzi alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, uno dei due rami del Congresso, il social network avrebbe riservato trattamenti di favore a 61 società.

Facebook avrebbe consentito alle 61 aziende sviluppatrici di applicazioni di successo di utilizzare i vecchi e più ampi permessi per ulteriori sei mesi, con la possibilità quindi di continuare ad accedere a una imponente mole di dati relativi agli iscritti al social network.
L'azienda guidata da Zuckerberg non ha chiarito se alcune delle società abbiano abusato del "trattamento speciale" per rastrellare i dati condivisi su Facebook dagli utenti e dai loro amici.
I portavoce di Facebook si sono limitati a dichiarare che cinque aziende avevano a disposizione le competenze e gli strumenti per avviare un'attività di raccolta dei dati su vasta scala.


Ecco la lista delle aziende "esentate" per sei mesi: 1. ABCSocial, ABC Television Network, 2. Actiance, 3. Adium, 4. Anschutz Entertainment Group, 5. AOL, 6. Arktan / Janrain, 7. Audi, 8. biNu, 9. Cerulean Studios, 10. Coffee Meets Bagel, 11. DataSift, 12. Dingtone, 13. Double Down Interactive, 14. Endomondo, 15. Flowics, Zauber Labs, 16. Garena, 17. Global Relay Communications, 18. Hearsay Systems, 19. Hinge, 20. HiQ International AB, 21. Hootsuite, 22. Krush Technologies, 23. LiveFyre / Adobe Systems, 24. Mail.ru, 25. MiggoChat, 26. Monterosa Productions Limited, 27. never.no AS, 28. NIKE, 29. Nimbuzz, 30. NISSAN MOTOR CO / Airbiquity Inc., 31. Oracle, 32. Panasonic, 33. Playtika, 34. Postano, TigerLogic Corporation, 35. Raidcall, 36. RealNetworks, Inc., 37. RegED / Stoneriver RegED, 38. Reliance/Saavn, 39. Rovi, 40. Salesforce/Radian6, 41. SeaChange International, 42. Serotek Corp. , 43. Shape Services, 44. Smarsh, 45. Snap, 46. Social SafeGuard, 47. Socialeyes LLC, 48. SocialNewsdesk, 49. Socialware / Proofpoint, 50. SoundayMusic , 51. Spotify, 52. Spredfast, 53. Sprinklr / Sprinklr Japan, 54. Storyful Limited / News Corp, 55. Tagboard, 56. Telescope, 57. Tradable Bits, TradableBits Media Inc., 58. UPS, 59. Vidpresso, 60. Vizrt Group AS, 61. Wayin.

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