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Fact checking: arriva il bollino di Google per le notizie verificate

Fact checking: arriva il bollino di Google per le notizie verificate

I lettori sono costretti, ogni giorno, a confrontarsi con una vasta mole di notizie completamente false, frutto solo di inqualificabili operazioni di clickbaiting. Google presenta la nuova etichetta "Fack Check".

Sempre più siti web stanno costruendo il loro business puntando sulla diffusione di notizie false, "bufale" confezionate con il palese obiettivo di raccogliere indebitamente clic che - in modo diverso - sarebbe stato molto difficile ottenere.
Il fenomeno del clickbaiting combinato con il proliferare di notizie palesemente fasulle sta diventando una vera e propria piaga del nostro tempo. Inutile dire, poi, che le bufale trovano nei social network terreno fertile per attecchire.

Dopo gli strali lanciati dal padre del Web Tim Berners-Lee (Il Web compie 28 anni: le preoccupazioni dell'inventore), Facebook ha annunciato alcuni interventi per arginare il fenomeno: Notizie false su Facebook: ecco come saranno combattute.

Fact checking: arriva il bollino di Google per le notizie verificate

E adesso arriva la ricetta di Google.
Il motore di ricerca di Mountain View, anche in Italia, mostrerà l'etichetta Fact Check in corrispondenza di quelle pagine web che pubblicano contenuti verificati.
Se l'autore dell'articolo avesse puntualmente verificato tutte le fonti e le dichiarazioni di ogni soggetto citato nel pezzo, potrà farlo presente utilizzando un apposito schema (nel sorgente HTML della pagina).

Il motore di ricerca di Google controllerà l'asserzione e solo per gli editori algoritmicamente determinati come fonte autorevole di informazioni, verrà esposta la nuova etichetta Fack Check.


Come spiegato in questa pagina, gli editori che si preoccupano di citare le fonti e di verificare ogni singolo fatto, possono servirsi del markup ClaimReview di Schema.org oppure ricorrere al widget ShareTheFacts.


Google precisa che se un editore o un articolo di fact checking non raggiunge gli standard definiti dall'azienda o non rispetta le norme, il motore di ricerca ignorerà automaticamente il markup.

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