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In arrivo uno stop per la posta elettronica certificata?

Il progetto legato alla "posta elettronica certificata" (PEC) ha subìto una battuta d'arresto. Non vi sarebbe la copertura economica necessaria per un'operazione del genere. Come sottolinea Il Sole 24ORE, il Ministero dell'Economia ha stilato una nota composta da otto pagine e quattordici punti dove vengono analizzate nel dettaglio le novità introdotte in commissione Affari costituzionali della Camera al DDL sulla semplificazione burocratica. In particolare, vengono bocciate le disposizioni relative alla posta elettronica certificata che apporterebbe rischi "di oneri eccessivi su imprese e professionisti".

Nelle scorse ore la PEC era stato al centro del dibattito, in Rete, a proposito dei dati statistici forniti dal Ministro Brunetta. Secondo il portale "PostaCertificat@", attraverso il quale i cittadini italiani maggiorenni possono inoltrare la domanda di attivazione dell'account PEC, gli indirizzi e-mail realmente attivati sarebbero al momento (aggiornamento delle ore 9,40 del 22/05/2010) poco più di 76.000. Quasi 214.000 le richieste pervenute al sito, molte delle quali però che non si sono tradotte, almeno per adesso, in un'effettiva attivazione. Un cittadino su tre, insomma, non si è recato presso un ufficio postale per attivare, nella pratica, la casella PEC che aveva richiesto oppure qualcosa è andato storto.

La "PEC italiana" mira a sostituire la raccomandata con ricevuta di ritorno e la consegna delle documentazioni agli sportelli preposti della Pubblica Amministrazione. Sebbene l'idea di base sia valida (la "dematerializzazione" va vista come un aspetto senza dubbio molto positivo), sulla PEC sono piovute diverse critiche. Così come attuato, si tratta di uno standard prettamente italiano che non trova corrispettivi all'estero.
Con la PEC viene definito un particolare "protocollo" che si prefigge di regolare lo scambio delle informazioni tra le "figure" che prendono parte alla comunicazione. Il flusso di informazioni transita, attraverso la cosiddetta "busta di trasporto", tra il provider cui si appoggia il mittente ed il provider al quale fa riferimento il destinatario. Il provider del mittente prende in carico l'e-mail del mittende notificandogli l'evento; lo stesso provider provvede quindi a spedire la comunicazione al provider del destinatario che verifica l'integrità della busta di trasporto. Il provider del destinatario, quindi, invia un'e-mail di notifica al provider mittente informando circa l'avvenuta consegna della "busta" nell'account PEC del destinatario. Il provider del mittente, a questo punto, inoltra tale comunicazione all'account PEC del mittente informandolo circa l'avvenuta consegna dell'e-mail. La ricevuta di ritorno così ottenuta, che reca anche la data e l'ora si consegna dell'e-mail sull'account destinatario, ha valore legale.


Una delle principali contestazioni che vengono rivolte alla "PEC italiana" è la mancata certificazione del contenuto della busta di trasporto. Universalmente riconosciuto, S/MIME è ad esempio capace di garantire l'integrità di un messaggio grazie semplicemente all'utilizzo della firma digitale. Qualunque utente in possesso di un proprio certificato digitale può, con S/MIME, firmare digitalmente - in autonomia - qualsiasi messaggio di posta elettronica. Primo tra tutti a sostenere l'opportunità di valutare l'adozione di S/MIME è Massimo Penco, presidente dell'associazione "Cittadini di Internet" che spiega come si tratti di un protocollo riconosciuto a livello internazionale ed interoperabile in tutto il mondo.
In questo precedente articolo le altre eccezioni sollevate nei confronti della "PEC italiana".


A proposito del contatore esposto sul sito web di "PostaCertificat@", l'Ing. Penco non usa mezzi termini: "se ci fosse un vero contatore e non quello che è stato messo nel sito - che è pur sempre, se veritiero, un dato informativo - si avrebbe la situazione speculare ed esatta di quanti sono pro e contro la PEC". Il presidente dell'associazione "Cittadini di Internet" considera i dati pubblicati su "PostaCertificata@" come una sorta di "referendum online" che ben riflette la posizione della maggior parte degli Italiani in merito all'argomento PEC ed insiste parlando di "cifre da flop": "di quelle 76.251 attivate (dato aggiornato alle ore 9.40 del 22/05/2010, n.d.r.), il costo di ogni singola casella PEC - che non si sa se sia utilizzata o disdetta - è di 50 milioni di Euro con un costo per casella - che tutti gli Italiani contrari pagano - di 656 Euro per casella", ha dichiarato.

Per altre notizie relative all'argomento "posta elettronica certificata", suggeriamo di fare riferimento a questi articoli.

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    Caterina Demurtas
    31/07/2010 08:51:37
    Ho iniziato la trafila il 28 aprile,oggi 31 luglio,aspetto ancora l'attivazione! Mi sono recata6 volte all'ufficio postale :non faciamo commenti! Cerco di mandare email,telefonare ai numeri che appaiono alla voce contatti,non risponde nessun operatore! Che fare??????????????????
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    Natuzza
    16/06/2010 17:57:57
    Il 26 aprile ho attivato la richiesta online. Il 4 maggio ho completato la procedura alla posta. Nell'ultimo mese e mezzo ho telefonato almeno 5 volte per chiedere il perchè la mia casella non fosse ancora attiva. Mi sono state date cinque risposte diverse. L'ultima signorina, una certa Francesca, mi ha letteralmente staccato il telefono in faccia! Ad oggi, 16 giugno 2010, il mio account è inattivo.
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    Anonimo2
    29/05/2010 17:05:58
    Io ho fatto la procedura al sito il 28/04/2010 la procedura va a buon fine e mi assegnano un numero cliente il 29/04/2010 mi reco in un ufficio postale abilitato per completare l'attivazione, l'impiegata era sorpresa e mi ha detto che ero il primo e che non era sicur di saperlo fare, dopo una lunga attesa mi dice che è andata a buon fine e mi fa mettere due firme in un modulo. Ancora oggi non hanno attivato nulla, ho chiamato il numero verde una decina di volte, hanno aperto un ticket, dice che fanno solleciti, ma ancora niente.Sapete oltre al numero verde dove si puo' fare reclamo? Un fax, un indirizzo mail, ecc.
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    ferdykun
    26/05/2010 01:26:01
    il problema poi è l'adozione della pa, mancano aler,regione,stato,tanti enti..ci sono alcuni ospedali, ce ne vorrebbero di più.. si diffonde poco pure dal lato pa, ed è la solita come già detto, italia.it, che poi non viene nemmeno pubblicizzata, rendendo inutile il lavoro e i soldi buttati...
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    iskander66
    25/05/2010 18:39:40
    Detto che considero assurdo che l'Italia faccia di testa sua pur essendo inserita nella Comunità Europea e dovendo quindi adeguarsi agli standard generali, spero proprio che questa esperienza non si risolva nell'ennesimo flop pagato dalle tasche degli italiani per alimentare l'ego smisurato di Brunetta. Ho ancora in mente italia.it, un flop da 45 milioni di € per un sito inutile che un gruppo di web master alle prime armi avrebbero realizzato molto meglio con una frazione infinitesimale del costo. Mi auguro che si possa realizzare un software interfaccia che permetta alla PEC di dialogare con gli standard europei. La mia esperienza: sono stato, penso, uno dei primi a registrarmi poi, prima di andare in Posta ho aspettato un paio di settimane: subodoravo fosse necessario lasciare un po' di tempo agli impiegati. Quando sono andato infatti, l'impiegato esperto ha utilizzato l'attivazione della mia casella per insegnare ad una collega come si fa. Tutto è andato a buon fine, sarò evidentemente un'eccezione... Stavo per usare la PEC per inoltrare un reclamo alle Poste, relativo alla non tracciabilità di una raccomandata internazionale: avevo scritto online specificando che desideravo una risposta in una mia casella email di Gmail ma le ineffabili Poste italiane mi hanno stupito: mi hanno risposto con raccomandata scritta. Ma non si doveva evitare di fare uso inutile della carta? Se queste sono le premesse ci sarà da divertirsi, a nostre spese... :roll:
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    Francesco Soldani
    25/05/2010 15:50:06
    Aggiungo la mia esperienza: richiesta fatta ed accetta il 3 maggio con assegnazione di codice cliente, attivazione all'Ufficio Postale il 5 maggio, ad oggi 25 maggio ancora inattiva la casella che doveva essere in funzione dal 6 maggio. Il sito mi riconosce invitandomi però a ... recarmi all'Ufficio Postale! Fallito ogni tentativo di reclamo agli indirizzi <info@postacertificata.gov.it> e <centroservizi@postacertificata.gov.it> cui la guida tecnica ministeriale indirizza perché non sono raggiungibili (costante messaggio di "failure" dal sistema). Insomma una paralisi che più totale non potrebbe essere, tanto da presumere l'abbandono del progetto e la smobilitazione degli apparatati. Invece, unico attivo, risponde l'800104464 per dare l'ineffabile assicurazione che tutto funziona e promettere un sollecito. Senza che l'operatore accetti minimamente l'idea che dopo tanta pubblicità di lancio l'aborto quasi totale dell'iniziativa esige una corrispondente campagna informativa sulle cause e gli sviluppi e, soprattutto, avvisi diretti agli interessati. Condivido le osservazioni sull'inopportunità di una scelta che risulta insufficiente, isolata, poco utile.
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    Christian77
    25/05/2010 14:37:26
    Buongiorno, sono 3 settimane che ho fatto "l'attivazione" all'uffcio postale, ma in realtà la casella risulta "non ancora attiva". Ho mandato una segnalazione email a info@postacertificata.gov.it ma mi è tornato "553 Impossibile inviare il messaggio (state 18)", allora ho scritto 1 settimana fà a registrazione@casellacecpac.it e indovinate .... nessuna risposta!
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    Paolo Celoria
    24/05/2010 09:14:54
    Non mi sorprende: sono andato in posta per completare la procedura e mi è stato detto di tornare 7 giorni dopo perchè .. perchè.. perchè.. (a ecco) il pc non funziona. La verità è che l'addetta non sapeva come fare ad attivarla.
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