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Presentazione delle principali novità di Ubuntu 11.04 "Natty Narwhal"

"Natty Narwhal" è il nome in codice dell'ultima incarnazione della distribuzione GNU/Linux finanziata e mantenuta da Canonical.
Ubuntu 11.04 è stato rilasciato lo scorso 28 aprile 2011, dopo il consueto ciclo di sviluppo di 28 settimane che ha visto il susseguirsi di tre versioni Alpha e due versioni Beta, prima del lancio della versione finale. Si può notare quindi, a differenza delle precedenti "roadmap", la mancanza di uno stadio di Release Candidate. Inizialmente prevista per il 21 aprile, gli sviluppatori hanno deciso di eliminare la Release Candidate per via delle imminenti vacanze pasquali: la Release Candidate è stata quindi rimpiazzata dalla Beta 2 del 14 aprile.

Il rilascio di questa versione di Ubuntu coincide con un cambio di denominazione: "Ubuntu Server Edition" è stata rinominata semplicemente in "Ubuntu Server", mentre "Ubuntu Desktop Edition" si chiamerà semplicemente "Ubuntu". Entrambe le denominazioni quindi perdono la parola "Edition", ma è importante notare come non si faccia più riferimento ad una edizione pensata esclusivamente per l'ambiente Desktop: questo perché la cosiddetta "Netbook Edition", studiata per funzionare – nello specifico – sui dispositivi più compatti, non viene più distribuita come pacchetto a sé stante, ma è stata anzi integrata nel ramo principale.


La defunta "Netbook Edition" differiva dalla sorella maggiore per l'adozione di Unity, l'interfaccia utente sviluppata interamente da Canonical e che ben si adatta all'utilizzo in quei dispositivi dotati di schermi di dimensioni contenute.
Unity è ora l'interfaccia utente, o se si preferisce, la "shell" predefinita di Ubuntu. Si può intuire quindi come si sia reso superfluo lo sviluppo di una versione separata e destinata unicamente ai netbook.

Unity, la convergenza desktop-netbook

Come evidenziato in precedenza, Unity è stata utilizzata quale shell predefinita nella "Netbook Edition" di Ubuntu 10.10 "Maverick Meerkat". Essendo stata concepita per essere utilizzata nei sistemi ultraportatili e in quei dispositivi dotati di schermo sensibile al tocco, le modifiche effettuate all'interfaccia utente sono state pensate allo scopo di ottimizzare lo spazio verticale, ed allo stesso tempo facilitare l'accesso alle applicazioni più comunemente utilizzate dall'utente.
Questi concetti in realtà possono essere ripresi anche in ambito desktop, dato il sempre più crescente utilizzo di schermi dal formato widescreen e touch-friendly: ottimizzare lo spazio verticale significa ridurre il numero di pixel destinato ai vari strumenti di controllo e interazione delle finestre, ed allo stesso tempo aumentare l'area destinata alla visualizzazione del contenuto reale (ad esempio una pagina web, o un documento di testo).

La decisione presa da Canonical è stata sin da subito oggetto di numerose critiche. Si sosteneva, e si sostiene tuttora, l'intenzione di prendere una strada differente da quella presa da GNOME, il "desktop environment" su cui si basa Ubuntu.
Ai lettori più attenti non sarà certo sfuggito il fatto che è stata nel frattempo rilasciata la terza versione del famoso ambiente desktop per GNU/Linux (ved. questa notizia). GNOME 3.0 compie un enorme passo in avanti e rompe decisamente con il passato, introducendo una nuova interfaccia grafica: Gnome-Shell.
Mark Shuttleworth ha voluto sottolineare come Ubuntu continuerà utilizzare GNOME, ma con Unity al posto di Gnome-Shell. E' bene infatti ricordare che un desktop environment non si identifica solamente con l'interfaccia grafica, ma include tutta una serie di programmi, applicativi e librerie.
Shuttleworth ha affermato inoltre la volontà di creare un'esperienza utente distintiva rispetto a quella offerta da un qualsiasi ambiente Linux: appare evidente il desiderio di dare un'impronta ben precisa al prodotto Ubuntu.

Dietro la decisione di Canonical e del suo fondatore, ci sono inoltre delle motivazioni tecniche:
1) L'iniziale sviluppo di Unity era basato su Mutter, tanto che la versione fornita in Ubuntu 10.10 "Netbook Edition" era proprio basata su tale gestore di finestre. Delusi dalle sue performance, e considerando il fatto che qualche mese fa il progetto sembrava arrivato ad un punto di stallo, gli sviluppatori hanno deciso di rimpiazzare Mutter con il famoso compositing window manager Compiz, giunto alla versione 0.9.x e oggetto di una completa riscrittura che ne ha migliorato le performance globali;
2) Unity si basa Zeitgeist, un potente framework in grado di registrare le attività e gli eventi generati dell'utente (file aperti, siti web visitati, conversazioni effettuate con altre persone, ecc.) e rendere disponibili le informazioni in modo rilevante alle applicazioni che le richiedono. E' capace di stabilire relazioni tra i vari tipi di dati basandosi sulla similarità e su determinati pattern, permette di accedere con facilità ai documenti, ai file, ai link, alle applicazioni e in genere agli oggetti che sono utilizzati con più frequenza dall'utente: può essere in sostanza considerato come motore di ricerca "globale".
Come vedremo in seguito, Zeitgeist è utilizzato ampiamente in Unity e in futuro lo sarà ancora di più, mentre non è stato accettato per l'inclusione in GNOME 3.0 (anche se dovrebbe riuscire a trovare posto in GNOME 3.2, ndr);
3) sin da Ubuntu 10.04 "Lucid Lynx" gli sviluppatori hanno spinto per l'adozione degli indicatori, con lo scopo di mettere ordine al disordine cronico dell'area di notifica tipica dell'ambiente desktop GNOME. Le specifiche prevedono che l'area di notifica venga sostituita dalla cosiddetta indicator-applet, a sua volta suddivisa in due parti:
- la parte riservata agli indicatori di sistema, sistemata all'estrema destra del pannello;
- la parte riservata agli eventuali indicatori delle applicazioni, affiancata alla precedente.
La libreria libappindicator, alla base del funzionamento degli indicatori, è stata anch'essa rifiutata per l'inclusione (come dipendenza esterna) in GNOME 3.0 .


Presentazione dell'interfaccia e requisiti
Il tipico ambiente Unity è composto dai seguenti elementi principali:
(1) il Desktop, o Scrivania
(2) il Pannello superiore
(3) il Launcher, o Lanciatore
(4) la Dash
Unity ha poco in comune con l'interfaccia classica tipica delle precedenti versioni di Ubuntu: il desktop, intendendo con questa parola solo la finestra che mostra lo sfondo e gestisce la cartella della Scrivania, è rimasto lo stesso: continua a essere gestito dal file manager Nautilus, e non presenta quindi novità di sorta. Il pannello inferiore è stato eliminato, e le sue funzioni integrate nel Launcher. Il pannello superiore attuale non è nemmeno considerabile come classico pannello GNOME, dato che non è possibile effettuarvi le consuete modifiche del passato (ad esempio, aggiungere le cosiddette applet) ed il suo comportamento è decisamente differente: si noterà infatti l'assenza del triplice menu Applicazioni - Risorse - Sistema, tramite il quale l'utente era solito avviare le applicazioni.

Per funzionare correttamente Unity necessita dell'installazione di driver che supportino l'accelerazione 3D, siano essi open source o proprietari. Avviando Ubuntu in modalità Live, ma anche dopo aver effettuato l'installazione su disco rigido, si avvierà infatti la cosiddetta modalità di "fallback", che mostrerà la classica interfaccia GNOME. Solo i possessori di schede video Intel potranno godere fin da subito dell'interfaccia made in Canonical: i driver open source di casa Intel infatti supportano nativamente l'accelerazione 3D.
I possessori di schede video Nvidia dovranno invece installare i relativi driver proprietari, identificati dal pacchetto nvidia-current. Per i possessori di schede video AMD gli sviluppatori consigliano l'installazione dei driver proprietari fglrx, anche se per alcuni modelli di GPU gli alternativi open source dovrebbero garantire un certo grado di stabilità.
Per installare i driver proprietari si può ricorrere alla comoda utility presente in Ubuntu, seguendo il percorso Sistema -> Amministrazione -> Driver aggiuntivi. Una volta individuato e cliccato sul pulsante Attiva, è sufficiente attendere lo scaricamento, e ad installazione avvenuta riavviare il sistema.


Il Launcher
Il Launcher è quella barra disposta verticalmente (posizione fissa e non modificabile) sulla parte sinistra dello schermo, che permette l'avvio delle applicazioni e la gestione di una o più finestre associate alle applicazioni stesse.
Cliccando su un'icona, verrà avviata l'applicazione desiderata; se l'applicazione è già attiva, il clic sull'icona selezionerà la finestra e la porterà in primo piano. Questo è il comportamento classico di ogni launcher e/o dockbar.
Per impostazione predefinita, è attiva la modalità "intellihide": il launcher viene cioé automaticamente nascosto se una o più finestre occupano parte della sua area d'azione; in caso contrario rimarrà visibile.
Ad esempio, massimizzare una finestra provocherà la scomparsa del launcher; se si tenta di trascinare una finestra sopra il launcher, quest'ultimo letteralmente la schiverà e si nasconderà automaticamente, tramite un'animazione di "dodging".
Il Launcher può essere attivato manualmente, e quindi visualizzato anche al di sopra di eventuali finestre: è sufficiente spostare il mouse verso l'angolo superiore sinistro dello schermo, oppure esercitare una "spinta" verso il lato sinistro dello schermo. Nel primo caso, il launcher non sarà completamente visibile (opaco) ed utilizzabile fino a quando il mouse non verrà posizionato completamente nell'angolo superiore sinistro.

Il contenuto del Launcher si può idealmente suddividere in tre sezioni. La parte superiore comprende le icone delle applicazioni preferite e/o maggiormente utilizzate dall'utente: queste vengono mantenute anche in mancanza di finestre attive. La parte centrale contiene le icone di quelle applicazioni che sono al momento attive, ma che non compaiono tra quelle preferite: quando tutte le finestre di una determinata applicazione vengono chiuse, l'icona associata scompare. La parte inferiore infine contiene dei pulsanti predefiniti, ciascuno con funzionalità specifiche: il Selettore spazio di lavoro, Applicazioni e File e cartelle (che si vedranno in seguito), il pulsante Cestino. Questa sezione dal launcher è inoltre destinata a contenere le icone relative a eventuali volumi montati, siano essi relativi a partizioni dell'hard disk, supporti removibili o dischi ottici.
I "workspace", o spazi di lavoro, forniscono un mezzo per organizzare le finestre in gruppi, e spostarsi in modo rapido da un gruppo all'altro. Unity fornisce di default quattro spazi di lavoro, mentre tutte le applicazioni vengono inserite nel primo workspace. Il pulsante Selettore spazio di lavoro se cliccato, mostrerà una panoramica dei quattro workspace con relative finestre al loro interno.
Le finestre possono essere spostate da uno spazio di lavoro ad un altro semplicemente effettuando l'operazione di trascinamento con il mouse.
Per rendere attivo un workspace è sufficiente fare doppio clic su di esso: in questo modo le applicazioni d'ora in poi lanciate verranno inserite nello spazio di lavoro selezionato.

Nel caso in cui il Launcher diventasse troppo "affollato", alcune icone della parte inferiore vengono piegate, in modo che sia possibile avere un'unica visione di insieme. Posizionando il mouse sul launcher le icone verranno espanse e verrà attivata una funzionalità di autoscrolling, che permette di "navigare" tra le icone utilizzando la rotella del mouse o muovendo il mouse stesso verso il lato superiore o inferiore del launcher.

Un'applicazione attiva presenta un indicatore, posto sul lato sinistro della sua icona nel Launcher, per ogni istanza aperta. In questo modo è possibile capire quante sono le finestre aperte per una singola applicazione: il launcher mostra comunque fino ad un massimo di tre indicatori, anche nel caso in cui il numero di finestre sia superiore.
L'indicatore presente sul lato destro dell'icona serve invece ad indicare la finestra (o una delle finestre) dell'applicazione che detiene il focus, cioè la finestra attualmente selezionata e visualizzata sopra tutte le altre: in ogni istante solo una finestra può detenere il focus, di conseguenza l'indicatore destro sarà presente su una sola icona del Launcher.

Nel caso di finestre multiple corrispondenti ad una singola applicazione, facendo doppio clic sull'icona corrispondente si attiverà la modalità "exposé", in cui verranno visualizzate le suddette finestre in miniatura, consentendo all'utente di selezionare quella desiderata.
Se un'applicazione volesse attirare l'attenzione dell'utente, l'indicatore si colorerà di azzurro. Verrà inoltre visualizzato un piccolo triangolo, dello stesso colore, sull'angolo superiore sinistro dello schermo.

Oltre a questo tipo di notifiche l'applicazione ha la possibilità di richiamare l'attenzione dell'utente tramite un tremolio della relativa icona, che farà capolino dalla parte sinistra schermo anche nel caso in cui il Launcher fosse nascosto.


  1. Avatar
    fo x
    14/05/2011 22:59:10
    Con questa versione ubuntu ha fatto un grande salto di qualità, che potrà essere apprezzata da molti (anche grazie all'articolo) nel tempo; ora devono stabilizzarla.
  2. Avatar
    Roberto46
    13/05/2011 12:16:03
    Premetto che utilizzo Ubuntu da pochissimo, per cui non ho assolutamente esperienza su questo S.O. Anch'io inizialmente mi sono trovato spaesato nell'utilizzo della nuova interfaccia, ma dopo la lettura di questo formidabile articolo ora mi è tutto molto chiaro. Faccio i miei complimenti all'autore, che ringrazio.
Presentazione delle principali novità di Ubuntu 11.04