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martedì 3 agosto 2021 di 2755 Letture
Windows 10 blocca automaticamente i programmi indesiderati o PUA

Windows 10 blocca automaticamente i programmi indesiderati o PUA

Con l'arrivo di agosto Microsoft ha deciso di abilitare il riconoscimento automatico dei software potenzialmente indesiderati su tutte le installazioni di Windows 10.

A partire dall'inizio di agosto, quindi proprio in questi giorni, Microsoft Defender e il browser Edge bloccheranno per impostazione predefinita i programmi potenzialmente indesiderati o PUA (Potentially Unwanted Programs).

Già da tempo Windows 10 integra nella sua interfaccia le opzioni Blocca app e Blocca i download per attivare il rilevamento di tutti quei componenti superflui, spesso al limite dello spyware, che spesso vengono inavvertitamente caricati sul sistema dagli utenti che installano software scaricati dalla rete Internet.

In un altro articolo abbiamo parlato delle principali impostazioni per la sicurezza e la privacy di Windows 10 tra cui, appunto, la protezione contro i programmi potenzialmente indesiderati.

Come Microsoft spiega in questa pagina a partire da agosto 2021 il blocco dei componenti potenzialmente indesiderati viene automaticamente abilitato per tutti gli utenti di Windows 10.

L'idea è quella di rafforzare la protezione dei sistemi Windows 10 facendo sì che tutti quei componenti responsabili di evidenti cali di performance, di malfunzionamenti software e talvolta di problematiche legate alla privacy non possano essere caricati sul sistema attraverso procedure automatizzate e routine di installazione dei programmi.

Per modificare le impostazioni di Windows 10 relative alla gestione dei componenti potenzialmente indesiderati basta digitare PUA nella casella di ricerca quindi cliccare Protezione basata sulla reputazione.

Come Microsoft indica chiaramente nella definizione di PUA rientrano componenti software che mostrano pubblicità o promozioni, chiedono di completare sondaggi per altri prodotti o servizi, modificano il contenuto delle pagine web caricate con il browser; software per il cryptomining che utilizzano le risorse del dispositivo per estrarre crittomonete; bundle software ovvero componenti superflui non sviluppati dallo stesso soggetto che ha realizzato il software principale e non necessari per il suo funzionamento; software di marketing che monitorano e trasmettono le attività degli utenti ad applicazioni o servizi di terze parti al fine di condurre ricerche di mercato; evasion software che tentano di eludere il rilevamento da parte dei prodotti di sicurezza; software con scarsa reputazione perché sviluppati da entità conosciute per lo svolgimento di attività torbide, poco rispettose degli utenti e dei loro dati.

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