Questo cavo USB nasconde un chip WiFi dentro il connettore: cos'è Hacknect

Hacknect è un cavo USB con microntroller ESP32-S3 integrato, WiFi, microSD e funzioni HID. Può eseguire payload remoti tramite browser.
Questo cavo USB nasconde un chip WiFi dentro il connettore: cos'è Hacknect

Un comune cavo USB può trasformarsi in una piattaforma programmabile capace di eseguire automazioni, simulare periferiche HID e ricevere comandi via WiFi senza lasciare tracce evidenti all’esterno. È l’idea alla base di Hacknect, progetto alla ricerca di un supporto economico su Kickstarter che integra un microcontrollore ESP32-S3 direttamente nel connettore del cavo, insieme a uno slot microSD nascosto. Il dispositivo richiama immediatamente l’attenzione degli specialisti di sicurezza perché riprende concetti già visti con cavi offensivi come O.MG Cable, ma li rende più accessibili dal punto di vista economico e, soprattutto, open source.

La miniaturizzazione dell’hardware embedded ha cambiato profondamente il modo in cui sono progettati strumenti di penetration testing e automazione. Dieci anni fa un dispositivo con connettività wireless, memoria removibile e capacità di emulare tastiera e mouse avrebbe richiesto una scheda dedicata, alimentazione separata e cablaggi evidenti. Oggi componenti come ESP32-S3 permettono di concentrare tutto in pochi centimetri.

La famiglia ESP32 di Espressif ha conquistato una posizione dominante nei progetti IoT e AIoT grazie alla presenza di WiFi 2,4 GHz, Bluetooth LE, acceleratori vettoriali e supporto software maturo basato su FreeRTOS, ESP-IDF e framework Arduino.

Hacknect sfrutta proprio queste caratteristiche per mascherare un dispositivo di automazione avanzata all’interno di un accessorio apparentemente innocuo. Il cavo continua a funzionare come normale collegamento USB per alimentazione e trasferimento dati; dietro le quinte, però, il firmware può assumere il controllo della comunicazione USB ed emulare periferiche HID come tastiere e mouse.

Perché ESP32-S3 cambia le possibilità di un semplice cavo USB

Il microcontrollore ESP32-S3 integra una CPU dual-core Xtensa LX7 fino a 240 MHz, supporta Bluetooth 5 LE e WiFi 4, dispone di accelerazione per operazioni vettoriali e include numerose interfacce I/O. In molti progetti embedded il componente è montato su development board visibili e facilmente identificabili; inserirlo in un connettore USB Type-A richiede invece una progettazione PCB estremamente compatta.

Hacknect utilizza anche una memoria microSD integrata direttamente nel connettore USB-A. La scheda può archiviare payload, script, configurazioni e file necessari all’automazione. L’approccio elimina la dipendenza da storage esterno e rende il dispositivo autonomo anche in scenari offline.

Dal punto di vista tecnico, una delle funzioni più delicate riguarda l’emulazione HID. Quando un sistema operativo rileva una tastiera USB, in genere concede immediatamente accesso al sottosistema input senza richiedere driver specifici. È la stessa tecnica sfruttata dai dispositivi noti come BadUSB o Rubber Ducky: il firmware invia sequenze di tasti automatizzate che il computer interpreta come input umano reale.

Hacknect amplia il concetto aggiungendo connettività wireless e gestione remota da browser. L’interfaccia Web permette di caricare payload, selezionare azioni, attivare automazioni e monitorare lo stato del dispositivo senza installare software dedicati sulla macchina controllata.

Automazione remota e controllo wireless

La presenza del WiFi cambia radicalmente il modello operativo rispetto ai classici strumenti HID USB: un dispositivo tradizionale deve essere configurato prima dell’inserimento oppure richiede accesso fisico diretto. Hacknect invece può ricevere istruzioni da smartphone, notebook o tablet collegati alla sua rete wireless.

Gli sviluppatori sostengono che il prodotto sia destinato a maker, ricercatori di sicurezza e specialisti di automazione. In effetti uno strumento del genere può risultare utile per test controllati, audit interni, validazione di policy USB e simulazioni Red Team.

Un amministratore di sicurezza potrebbe usarlo, ad esempio, per verificare se le workstation aziendali bloccano correttamente dispositivi HID non autorizzati.

Perché i cavi USB stanno diventando un problema di sicurezza

L’aspetto più interessante di Hacknect riguarda forse la percezione del rischio. Per anni aziende e utenti hanno considerato il cavo USB un componente passivo: la diffusione di hardware programmabile a basso costo ha completamente cambiato la situazione.

Un cavo moderno può incorporare memoria flash, controller USB avanzati, radio wireless e firmware modificabile. In pratica diventa un computer embedded miniaturizzato capace di interagire con il sistema host a diversi livelli.

Il consiglio è quello di limitare l’uso di cavi sconosciuti, specialmente in ambienti ad alta sensibilità. Il rischio non riguarda soltanto la sottrazione dati ma anche l’esecuzione di comandi automatizzati e l’introduzione di malware tramite input simulato.

Hacknect resta al momento un progetto crowdfunding e non un prodotto distribuito su larga scala. La campagna ha già superato il target economico iniziale e le prime spedizioni dovrebbero partire ad agosto 2026, anche se nel settore Kickstarter ritardi e revisioni hardware restano frequenti.

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