Nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale applicata alla salute, ChatGPT Health si presenta come una delle innovazioni più discusse e attese dell’anno.
Non si tratta di una semplice funzione aggiuntiva, ma di un vero e proprio ecosistema sviluppato da OpenAI che promette di rivoluzionare il modo in cui utenti e professionisti interagiscono con le informazioni sanitarie. Tuttavia, il messaggio chiave è chiaro fin da subito: si tratta di uno strumento di supporto, non di una diagnosi medica, e il parere dei professionisti rimane insostituibile.
Dietro il lancio di questa piattaforma si celano numeri importanti: ben 260 medici provenienti da 60 paesi hanno collaborato per oltre due anni allo sviluppo, lavorando su sistemi di crittografia avanzata e su un sofisticato framework di valutazione clinica, noto come HealthBench.
Questa solida base scientifica e tecnica sottolinea la volontà di offrire uno strumento affidabile, in grado di affrontare la complessità del settore sanitario globale.
ChatGPT Health può diventare un prezioso supporto medico
La novità è accessibile tramite una scheda specializzata, sia su web che su dispositivi mobili, e il rollout segue una strategia graduale: si parte da Stati Uniti, Canada e Australia, per poi estendersi ad alcune regioni asiatiche e latinoamericane, sempre nel rispetto delle normative locali in materia di privacy sanitaria. Questo aspetto è fondamentale, poiché la fiducia degli utenti passa anche dalla garanzia che i dati sensibili siano trattati secondo standard rigorosi e trasparenti.
Il cuore pulsante del servizio risiede nella capacità di integrazione dei dati personali. Gli utenti possono collegare risultati di laboratorio, diari alimentari, attività fisica e cartelle cliniche provenienti da provider esterni, tra cui app popolari come Apple Health.
Questa sinergia permette a ChatGPT Health di offrire riassunti contestualizzati, traduzioni di referti in linguaggio accessibile, supporto nell’organizzazione delle domande per le visite e chiarimenti su documenti complessi, come le dimissioni ospedaliere. Un vero alleato, dunque, nella gestione quotidiana della propria salute, capace di ridurre le barriere linguistiche e tecniche che spesso complicano il rapporto con il mondo medico.
Questione sicurezza
Sul fronte della sicurezza, OpenAI ha implementato misure di protezione all’avanguardia: crittografia specifica, isolamento delle sessioni e accessi dipendenti limitati sono solo alcune delle soluzioni adottate.
Le conversazioni restano cifrate sia a riposo che durante la trasmissione, e i dati sanitari non vengono utilizzati di default per l’addestramento dei modelli principali. Gli utenti, inoltre, hanno il pieno controllo sulle proprie informazioni: possono scollegare app, revocare permessi e cancellare la cronologia relativa alla salute in qualsiasi momento, rafforzando ulteriormente il concetto di centralità della privacy.
Dal punto di vista tecnologico, le versioni più recenti del modello, tra cui GPT-5 nelle valutazioni interne, hanno evidenziato una notevole riduzione delle cosiddette “allucinazioni” e degli errori in ambiti clinicamente sensibili. Questo progresso rappresenta un passo avanti significativo verso una maggiore affidabilità, anche se OpenAI ribadisce che ogni decisione terapeutica deve essere sempre presa da un medico e che le informazioni fornite vanno verificate tramite fonti autorevoli.