Cybercriminali pubblicano versione falsa di Bard per diffondere malware

Malware diffuso sfruttando il nome di Bard: Google si muove legalmente e chiede la rimozione di 300 siti Web fraudolenti.

Bard, così come ChatGPT e altri nuovi strumenti legati all’Intelligenza Artificiale, sta catturando l’attenzione di milioni di persone.

In questo contesto, come è prevedibile, vi sono alcuni cybercriminali che cercano di diffondere i propri agenti malevoli, proprio sfruttando l’enorme hype che caratterizza l’IA.

A quanto pare, però, Google si sta impegnando per intervenire al fine di contrastare chiunque abusi della propria piattaforma. Il colosso di Mountain View, infatti, ha fatto causa ad alcuni cybercriminali che sfruttavano il nome di Bard per diffondere malware.

Secondo la società, la banda di criminali informatici dovrebbero risiedere in Vietnam e, attraverso pagine e profili creati sui social network, stanno spingendo delle vittime a scaricare un presunto software legato a Bard. In realtà, attraverso questo, diffondono un pericoloso malware.

Nella documentazione relativa alla causa, si specifica chiaramente come “Gli imputati non sono affiliati in alcun modo a Google, anche se fingono di esserlo. Hanno utilizzato i marchi di Google, tra cui Google, Google AI e Bard per indurre vittime ignare a scaricare malware sui loro computer“. Stando ai dati raccolti dall’accusa, i truffatori hanno promosso il loro operato attraverso pubblicità su Facebook.

Malware spacciato per Bard: Google si muove per vie legali

Anche se chi conosce un minimo Bard e altri chatbot sa bene come non siano necessari client o software per interagire con tali strumenti, molta gente ha ancora una percezione parziale del loro funzionamento.

Bard non è, di fatto, un’app e non serve scaricare alcun tipo di eseguibile per accedervi: per utilizzare lo stesso, infatti, basta visitare gratuitamente il sito bard.google.com.

Attraverso un post sul blog ufficiale, Google ha rivelato come sono già state inviate 300 richieste di rimozione dei siti sfruttati per diffondere il malware. Nonostante ciò, è prevedibile che questo tipo di frodi si ripresenterà con una certa regolarità nel corso dei prossimi mesi. Nonostante ciò, la mossa dell’azienda dimostra come i colossi informatici vogliono mobilitarsi per evitare, o perlomeno limitare, il fenomeno.

Il consigliere generale di Google, Halimah DeLaine Prado, ha affermato come “Le azioni legali sono uno strumento efficace per stabilire un precedente legale, interrompere gli strumenti utilizzati dai truffatori e aumentare le conseguenze per i malintenzionati“.

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