La disponibilità di Delphi 13 Community Edition, pubblicata gratuitamente da Embarcadero l’11 agosto 2026, offre un buon pretesto per guardare molto più indietro. Delphi oggi propone IDE a 64 bit, compilazione nativa, sviluppo visuale e supporto per Windows, macOS, Android e iOS; dietro questa piattaforma c’è però una storia iniziata oltre 40 anni fa con Turbo Pascal.
Turbo Pascal 1.0 arrivò il 20 novembre 1983 per CP/M, CP/M-86 e MS-DOS. A fronte di un costo contenuto, condensava editor, compilatore e strumenti di sviluppo in un ambiente estremamente compatto e veloce. Embarcadero riconosce ancora oggi in quelle innovazioni l’origine diretta della famiglia che avrebbe portato prima a Borland Pascal e poi a Delphi. Il merito di Turbo Pascal fu ridurre drasticamente la distanza tra scrivere codice, compilarlo, correggerlo ed eseguirlo.
Quando compilare un programma significava cambiare strumenti e dischetti
Sui primi PC il ciclo di sviluppo risultava molto più macchinoso rispetto ad oggi. Il programmatore scriveva il sorgente con un editor, avviava separatamente il compilatore, eseguiva il linker e infine lanciava il programma.
Su macchine prive di disco fisso, anche la gestione dei floppy entrava nel processo: la documentazione del Pascal IBM per PC, conservata da PCjs, mostra bene quanto il lavoro potesse risultare frammentato.
Turbo Pascal riunì invece gli strumenti fondamentali nello stesso ambiente e divenne famoso soprattutto per la velocità di compilazione. Se una modifica può essere compilata quasi immediatamente, il programmatore tende a sperimentare di più, correggere prima gli errori e lavorare attraverso iterazioni molto brevi. La compilazione smette così di essere una fase separata e diventa quasi parte dell’editing. È un principio che oggi consideriamo normale negli IDE moderni, ma nei primi anni ’80 rappresentava un cambiamento sostanziale.
Da 64 KB a un ambiente di sviluppo completo
La prima generazione di Turbo Pascal poteva funzionare su sistemi con appena 64 KB di RAM: il prezzo contenuto e i requisiti ridotti contribuirono a rendere un ambiente compilato accessibile non soltanto alle aziende, ma anche a studenti, appassionati e piccoli sviluppatori.
Negli anni successivi Borland ampliò progressivamente il prodotto. Turbo Pascal 4, nel 1987, introdusse le Unit, permettendo di suddividere applicazioni più grandi in moduli compilabili separatamente. Con Turbo Pascal 5.5, nel 1989, arrivò una vera estensione object-oriented del linguaggio, con ereditarietà, costruttori e distruttori.
Con Turbo Pascal 6 comparve invece Turbo Vision, framework a oggetti per creare interfacce testuali con finestre, menu, dialog box e gestione degli eventi.
Sono tappe importanti perché mostrano la direzione che Borland stava seguendo: non soltanto compilare Pascal velocemente, ma costruire un ambiente completo nel quale progettare applicazioni.
La documentazione storica dei prodotti Borland è ancora consultabile su Bitsavers e alcune versioni possono essere provate direttamente tramite le macchine emulate di PCjs.
Nel 1995 Turbo Pascal diventa Delphi
Il passaggio decisivo arrivò nel 1995 con Delphi 1, presentato da Borland come successore della linea Turbo Pascal per Windows. Embarcadero ne ricostruisce la nascita nell’approfondimento Delphi TimeWarp: 1995 and Delphi’s Mythical Origins.
Delphi combinava Object Pascal, compilazione nativa e sviluppo RAD; il programmatore poteva trascinare componenti su una finestra, modificarne le proprietà e associare codice agli eventi, senza rinunciare alla produzione di veri eseguibili compilati. La Visual Component Library (VCL) trasformò inoltre finestre, pulsanti, liste e controlli database in componenti riutilizzabili ed estendibili.
La continuità con Turbo Pascal era evidente: le Unit avevano introdotto la modularità, Turbo Pascal 5.5 gli oggetti, Turbo Vision i componenti e gli eventi. Delphi riunì quelle idee e aggiunse il designer visuale.
Delphi 13 mostra quanto sia preziosa l’eredità di Turbo Pascal
La nuova Community Edition di Delphi 13 Florence, appena rilasciata, comprende IDE, compilatori, debugger, VCL per Windows e FireMonkey per lo sviluppo multipiattaforma. Delphi 13 introduce inoltre un IDE nativo a 64 bit, superando il vecchio limite dello spazio di indirizzamento del processo a 32 bit: le novità sono riassunte nella documentazione di RAD Studio 13.
Da un ambiente capace di funzionare con 64 KB di RAM, si arriva a un IDE a 64 bit che sviluppa applicazioni per desktop e dispositivi mobili.
Pascal esisteva già prima di Borland: Niklaus Wirth lo aveva progettato alla fine degli anni ’60 come linguaggio strutturato e fortemente tipizzato. Turbo Pascal fece però qualcosa di diverso: rese veloce, economico e immediato il processo di trasformare il sorgente in un programma funzionante.
Editor e compilatore nello stesso ambiente, feedback rapido, debugging integrato, librerie riutilizzabili e, più avanti, componenti visuali: molte caratteristiche che oggi consideriamo naturali negli IDE moderni furono rese popolari proprio da quella generazione di strumenti.
L’hardware, nel frattempo, è cambiato completamente e il software è diventato molto più complesso, ma l’idea che rese Turbo Pascal rivoluzionario nel 1983 rimane attuale: Delphi 13 si impegna a ridurre al minimo il tempo che separa una modifica al codice dal momento in cui il programmatore può verificare il risultato.