L’UE vuole dire addio allo scroll infinito: come cambieranno le app

La Commissione UE contesta a TikTok e Meta design come infinite scroll e autoplay, ritenuti causa di uso compulsivo dei loro servizi. Il DSA potrebbe imporre modifiche tecniche e limiti in fatto di progettazione delle applicazioni Web.

L’Unione europea punta a ridefinire il funzionamento delle principali piattaforme social intervenendo direttamente sui meccanismi di fruizione dei contenuti. Il tema riguarda il cosiddetto scroll infinito o infinite scroll, una modalità di navigazione introdotta su larga scala nei primi anni 2010 e divenuta il perno delle interfacce di TikTok, Instagram e Facebook.

L’indagine avviata dalla Commissione europea si colloca nel quadro del Digital Services Act (DSA), il regolamento entrato in vigore nel 2024 che impone obblighi stringenti alle piattaforme di grandi dimensioni. Secondo le prime valutazioni, oltre 170 milioni di utenti europei di TikTok sarebbero esposti a modelli di interazione ritenuti potenzialmente dannosi, soprattutto per minori e soggetti vulnerabili.

Il funzionamento tecnico dell’infinite scroll e la logica di engagement

Il principio dell’infinite scroll si basa su un caricamento asincrono dei contenuti attraverso chiamate successive alle API di backend, generalmente implementate con tecniche di lazy loading e prefetching dei dati.

Tradotto, l’utente non incontra una fine naturale del flusso informativo: la pagina visitata è infinita. Ogni interazione genera una richiesta che restituisce nuovi elementi multimediali, mantenendo la sessione attiva senza interruzioni. Nelle applicazioni mobili moderne, questa logica è integrata con sistemi di caching locale e ottimizzazione del rendering grafico per garantire continuità e fluidità visiva.

Il risultato è un ciclo di feedback costante, alimentato da sistemi di raccomandazione basati su machine learning che analizzano segnali comportamentali come tempo di visualizzazione, interazioni e pattern di navigazione.

La personalizzazione in tempo reale è spesso orchestrata tramite meccanismi di inferenza che aggiornano il ranking dei contenuti nel feed in pochi millisecondi. Il meccanismo non si limita a presentare contenuti rilevanti: è progettato per massimizzare la permanenza e la frequenza d’uso, integrando notifiche push e autoplay.

Le contestazioni della Commissione europea

Le autorità europee hanno identificato una combinazione di elementi ritenuti problematici: autoplay, notifiche persistenti e feed personalizzati che si aggiornano senza soluzione di continuità.

Secondo le analisi preliminari, tali componenti favorirebbero comportamenti compulsivi, riducendo la capacità di autoregolazione degli utenti e aumentando il tempo di esposizione ai contenuti digitali. Le indagini si basano su studi scientifici e dati interni delle piattaforme che evidenziano l’uso notturno da parte dei minori e l’elevata frequenza di accesso quotidiano.

Il DSA impone alle piattaforme classificate come “Very Large Online Platforms” (VLOP) di valutare e mitigare i rischi per la salute mentale e la sicurezza degli utenti.

In questo contesto, la Commissione ha ritenuto insufficienti le misure attuali, come i limiti di tempo o i controlli parentali, perché facilmente aggirabili o disattivabili. Se le eccezioni sollevate dalla Commissione dovessero trasformarsi in contestazioni ufficiali, le sanzioni potrebbero arrivare fino al 6% del fatturato globale di ciascuna azienda coinvolta.

Implicazioni per Meta, TikTok e le altre piattaforme

L’intervento europeo non riguarda un singolo operatore. I modelli di fruizione basati su feed infiniti sono centrali per una vasta schiera di servizi, non soltanto per Instagram, Facebook e TikTok.

Dal punto di vista ingegneristico, disattivare o limitare l’infinite scroll implica introdurre checkpoint di interruzione, paginazione esplicita o notifiche di fine contenuto. Significa anche riprogettare gli algoritmi di ranking per includere vincoli temporali o quantitativi, ad esempio imponendo limiti al numero di contenuti serviti in una sessione continua. Alcune ipotesi allo studio prevedono pause obbligatorie durante la notte o l’adozione di configurazioni meno aggressive per gli account dei minori.

Al momento il “giro di vite” sullo scrolling infinito non riguarda la stragrande maggioranza dei siti Web: soltanto le aziende che sono qualificate come VLOP sono chiamate a intervenire.

Verso un nuovo equilibrio tra design e tutela degli utenti

La possibile revisione dell’infinite scroll rappresenta un passaggio significativo nella regolazione delle interfacce digitali. L’approccio europeo non si limita a sanzionare contenuti illegali, ma interviene sulle architetture stesse delle applicazioni, considerate in grado di influenzare i comportamenti.

L’esito delle indagini su TikTok e sugli altri servizi definirà un precedente importante per la progettazione delle piattaforme social in Europa, con effetti che potrebbero estendersi anche ad altri mercati.

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