Hard disk esauriti per l’AI: Western Digital satura e prezzi in salita

La domanda di storage per l’AI ha esaurito la capacità produttiva di hard disk Western Digital nel 2026. I data center trainano prezzi e innovazione, riducendo la disponibilità sul versante consumer.

L’intelligenza artificiale sta trasformando anche il mercato dello storage magnetico tradizionale. I dischi fissi, considerati per anni una tecnologia matura e destinata a un progressivo declino rispetto alle memorie flash, sono tornati al centro della domanda globale. La crescita esponenziale dei dataset per l’addestramento e l’inferenza dei modelli AI ha moltiplicato il fabbisogno di archiviazione a costi contenuti.

Stando alle stime aggiornate di IDC, il volume dei dati globali potrebbe superare i 500 zettabyte entro il 2029, più del triplo rispetto al 2024. In questo contesto, i grandi hyperscaler e i fornitori di servizi cloud stanno acquistando capacità di storage su larga scala, contribuendo a una carenza di hard disk che ha già colpito i principali produttori.

Dopo la crisi della RAM con prezzi alle stelle, adesso potrebbe toccare anche al mercato dei dischi fissi.

Western Digital: capacità produttiva esaurita e contratti a lungo termine

Tra i maggiori produttori mondiali di storage magnetico, Western Digital ha confermato di aver sostanzialmente esaurito la capacità produttiva di hard disk per il 2026. E siamo appena a febbraio…

I principali clienti – grandi operatori cloud e aziende attive nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale – hanno siglato accordi pluriennali per garantirsi forniture stabili, riducendo drasticamente la disponibilità per il mercato consumer.

Il modello di vendita basato su long-term agreements riflette la natura strutturale della domanda: i data center per AI richiedono continuità e prevedibilità delle forniture, non acquisti spot.

Irving Tan, CEO di WD, ha fatto riferimento alla situazione attuale durante la conference call sui risultati del secondo trimestre:

Abbiamo praticamente esaurito le scorte per l’anno solare 2026. Abbiamo accordi di acquisto consolidati con i nostri sette principali clienti. E abbiamo anche stipulato accordi di vendita a lungo termine con due di loro per l’anno solare 2027 e uno per l’anno solare 2028. Ovviamente, questi accordi di vendita a lungo termine hanno una combinazione di volume di exabyte e prezzo.

Perché gli hard disk restano centrali per l’AI

Le architetture di calcolo per l’AI utilizzano una gerarchia di memorie che combina prestazioni e capacità.

Le unità SSD e la memoria DRAM vengono impiegate per dati caldi ad alta frequenza di accesso, mentre gli hard disk continuano a gestire la maggior parte dei dati “warm” e “cold”. L’elemento determinante è il TCO (Total Cost of Ownership), nettamente inferiore per gli hard disk rispetto alle memorie flash su grandi volumi.

I dischi magnetici rappresentano ancora circa l’80% dello storage nei data center proprio per questa ragione economica, oltre che per la loro affidabilità su carichi di lavoro continuativi.

Tecnologie ad alta densità e roadmap industriali

Per sostenere la crescita della domanda, i produttori stanno accelerando l’adozione di tecnologie di registrazione magnetica avanzata. Western Digital e Seagate stanno puntando su soluzioni come HAMR (Heat-Assisted Magnetic Recording) e su evoluzioni della registrazione perpendicolare come ePMR.

Sono tecniche che consentono di aumentare la densità oltre i limiti fisici delle tecnologie tradizionali, permettendo la realizzazione di unità da oltre 30 TB già oggi e con prospettive di raggiungere i 100 TB entro la fine del decennio. Le unità enterprise moderne integrano inoltre riempimento con elio, sensori di vibrazione rotazionale e firmware ottimizzato per carichi di lavoro distribuiti.

Pressione sui prezzi e impatto sul mercato consumer

La saturazione delle linee produttive ha già prodotto un aumento dei prezzi degli hard disk, con incrementi trimestrali che non si registravano da diversi cicli di mercato.

Le aziende stanno privilegiando le versioni ad alta capacità destinate ai data center, mentre le linee consumer rappresentano ormai una quota marginale del fatturato. Di conseguenza, la disponibilità per il mercato retail è in calo e i prezzi al dettaglio sono destinati a crescere. L’effetto si estende anche ad altri componenti, poiché la domanda AI coinvolge simultaneamente DRAM e NAND, generando una pressione trasversale sull’intera filiera dello storage.

Espandere rapidamente la produzione di dischi rigidi non è cosa fattibile nell’immediato. Le linee di produzione richiedono impianti altamente specializzati, camere bianche e catene di approvvigionamento globali complesse, concentrate soprattutto nel Sud-Est asiatico. I produttori, memori dei cicli di eccesso di offerta del passato, stanno aumentando la capacità con cautela per evitare squilibri di mercato.

Il risultato è una fase in cui la tecnologia magnetica, pur essendo storicamente consolidata, torna a essere una risorsa critica per l’infrastruttura digitale globale. L’espansione dell’intelligenza artificiale sta ridefinendo i flussi di investimento nello storage e rafforzando il ruolo degli hard disk come base della conservazione dei dati su larga scala.

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