KDE Plasma 6.6: il nuovo login manager lega davvero a systemd?

Plasma 6.6 introduce il nuovo Plasma Login Manager con dipendenza da systemd, ma il desktop KDE resta indipendente e compatibile con Linux senza systemd e BSD.
KDE Plasma 6.6: il nuovo login manager lega davvero a systemd?

L’annuncio del progetto KDE relativo a Plasma 6.6 ha riacceso un dibattito mai sopito nella comunità open source: il rapporto tra il desktop environment e systemd. La discussione nasce dalla decisione della distribuzione KaOS di abbandonare KDE Plasma, motivata da una presunta dipendenza crescente da systemd. In realtà, il quadro tecnico è più circoscritto. KDE ha chiarito che la dipendenza riguarda esclusivamente il nuovo gestore di login e non il cuore del desktop environment. Per comprendere l’impatto reale di questa scelta è necessario ripercorrere brevemente l’evoluzione del progetto Plasma e il ruolo che systemd ha assunto nell’architettura Linux negli ultimi quindici anni.

Il progetto KDE Plasma, sin dalle sue prime versioni, ha mantenuto un’impostazione modulare, consentendo l’esecuzione su diverse piattaforme Unix-like, incluse distribuzioni Linux prive di systemd e sistemi BSD. Dalla diffusione di systemd come init system predefinito — avvenuta tra il 2012 e il 2015 in molte distribuzioni — numerosi componenti software hanno iniziato a integrarsi con i suoi meccanismi di gestione dei servizi e delle sessioni utente. Tuttavia, Plasma ha sempre evitato una dipendenza diretta e obbligatoria, garantendo compatibilità con soluzioni alternative come OpenRC o runit. Il contesto attuale vede KDE Plasma installato su milioni di sistemi, tra workstation, laptop e ambienti enterprise, con una presenza significativa anche su FreeBSD.

Il nuovo Plasma Login Manager e la dipendenza da systemd

La novità più rilevante introdotta con Plasma 6.6 è il Plasma Login Manager (PLM), progettato per sostituire progressivamente SDDM, il display manager utilizzato da KDE per oltre un decennio.

PLM è stato sviluppato per offrire un’integrazione più stretta con il framework Plasma, un controllo migliorato delle sessioni utente e una gestione più avanzata del power management e del multi-seat, ovvero la possibilità di accesso da più postazioni utente, anche contemporaneamente.

Dal punto di vista tecnico, PLM utilizza componenti di systemd-logind per la gestione delle sessioni e dei dispositivi, sfruttando le API DBus esposte da systemd per operazioni come la sospensione del sistema, il cambio utente e l’assegnazione delle sessioni grafiche.

L’integrazione consente una gestione più affidabile delle risorse hardware e della sicurezza, in particolare nei sistemi multiutente. Tuttavia, proprio questa scelta introduce una dipendenza funzionale: senza systemd-logind o un’implementazione compatibile, PLM non può operare correttamente.

Il filo che unisce KDE Plasma a systemd

La dipendenza da systemd riguarda esclusivamente il nuovo gestore di login. L’intero desktop Plasma — inclusi KWin, Plasma Shell e le librerie KDE Frameworks — continua a funzionare senza systemd. Gli utenti possono avviare Plasma utilizzando SDDM, LightDM o anche tramite avvio diretto da terminale con startx, mantenendo piena compatibilità con sistemi che utilizzano init alternativi o ambienti BSD.

La distinzione è fondamentale: la scelta di integrare systemd in un componente periferico non implica un cambiamento architetturale del desktop environment. Le distribuzioni prive di systemd, come Void Linux o Devuan, possono continuare a distribuire Plasma senza PLM, mantenendo la stessa esperienza utente. Analogamente, su FreeBSD, dove systemd non è disponibile, Plasma resta perfettamente funzionante attraverso display manager compatibili.

Il confronto con GNOME e il ruolo delle dipendenze di sistema

Il confronto con GNOME evidenzia differenze sostanziali. GNOME ha integrato systemd in maniera più profonda, utilizzandolo per la gestione delle sessioni utente, dei servizi e di componenti come gnome-session e gdm. L’integrazione è facilitata anche dal supporto industriale di Red Hat, che ha contribuito allo sviluppo sia di systemd che di GNOME.

KDE, al contrario, ha mantenuto una maggiore indipendenza tecnologica, preferendo un’architettura modulare che consenta la sostituzione dei componenti di sistema.

La decisione di limitare la dipendenza a PLM rappresenta un compromesso: sfruttare le funzionalità avanzate di systemd senza compromettere la portabilità del desktop environment.

Una scelta tecnica circoscritta, non un cambio strutturale

La decisione di introdurre una dipendenza da systemd in un singolo componente non rappresenta un cambiamento strutturale per KDE Plasma. Gli sviluppatori hanno esplicitamente dichiarato di non avere intenzione di rendere obbligatorio systemd per il funzionamento del desktop environment. L’architettura rimane aperta e portabile, in linea con la tradizione del progetto.

In termini pratici, Plasma continua a essere utilizzabile su un’ampia varietà di sistemi, inclusi ambienti non Linux. L’introduzione del nuovo login manager aggiunge una funzionalità opzionale destinata principalmente alle distribuzioni che già adottano systemd. La separazione tra componenti core e componenti opzionali garantisce continuità e stabilità, evitando fratture nell’adozione del desktop environment.

Le principali novità di KDE Plasma 6.6

Tra le innovazioni più evidenti introdotte in Plasma 6.6 spiccano numerosi interventi su usabilità e accessibilità.

La nuova tastiera on-screen nativa migliora l’interazione su dispositivi touch e 2-in-1, mentre Spectacle integra il riconoscimento OCR per estrarre testo dagli screenshot, funzione utile anche per la creazione di descrizioni accessibili.

L’ambiente introduce inoltre la possibilità di collegarsi rapidamente alle reti WiFi tramite scansione QR, il controllo del volume dalle icone delle applicazioni in esecuzione e la possibilità di aprire finestre al passaggio del cursore nella lista delle finestre.

Sul fronte accessibilità vengono aggiunti filtri avanzati per il daltonismo, una nuova modalità di tracciamento nel sistema di zoom e il supporto a “Slow Keys” su Wayland.

Miglioramenti più profondi riguardano anche la gestione delle sessioni su display ad alto refresh rate, la regolazione automatica della luminosità con sensori ambientali e il supporto opzionale ai controller di gioco come dispositivi di input.

Nel complesso, Plasma 6.6 consolida il lavoro di ottimizzazione su Wayland e introduce numerosi affinamenti di basso livello che rendono l’esperienza più fluida ed efficace sull’hardware moderno.

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