L'intelligenza artificiale Google aiuta la NASA nella scoperta degli esopianeti

Ed è anche particolarmente abile. Le reti neurali Google, opportunamente addestrate, sono state in grado di rilevare i veri pianeti con un'accuratezza del 96% portando subito alla scoperta di nuovi corpi interessanti in altri sistemi solari.

La NASA ha appena annunciato la scoperta di un ottavo pianeta all’interno di un sistema solare situato a circa 2.500 anni luce dalla Terra.
Si tratta del primo sistema solare a noi conosciuto composto da un numero di pianeti uguale a quelli che compongono il nostro (Plutone è ormai classificato come “pianeta nano”, dal 2006).

La notizia è però che è l’intelligenza artificiale Google ad aver permesso l’individuazione del pianeta lontano grazie all’analisi automatizzata dei dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler (nell’immagine di seguito) a partire dal 2009.


Appositamente addestrata, l’intelligenza artificiale Google ha permesso di analizzare anche i segnali più deboli provenienti dallo spazio più profondo che di norma passano inosservati.


L’algoritmo di machine learning di Google è stato addestrato dagli scienziati della NASA passandogli i dati relativi a 15.000 segnali che compongono l'”identikit” di altrettanti pianeti scoperti attingendo al database di Kepler.
Il sistema messo a punto è ingegnoso e permette di sollevare i tecnici della NASA dallo svolgimento di certosino lavoro di analisi che adesso può essere svolto in-cloud (vi ricordate del modello messo a punto da Google per trarre informazioni dalle foto inserite in Street View? Vedere Google migliora il servizio Maps con l’intelligenza artificiale).

La NASA ha per il momento classificato circa 2.500 esopianeti e l’intelligenza artificiale Google è riuscita a individuarne subito alcuni al primissimo tentativo.
Basti pensare che durante i test, la rete neurale Google ha rilevato correttamente il 96% dei veri pianeti e riconosciuto i falsi positivi.
Si aprono quindi scenari di vastissimo interesse: analizzando in maniera più efficiente i dati provenienti dal telescopio Kepler sarà possibile, forse, giungere a scoperte sino ad oggi impensabili. L’intelligenza artificiale Google suggerirà insomma la direzione verso la quale puntare i telescopi e concentrare le verifiche astronomiche.

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