Linux conquista l’HDR? Cosa cambia davvero tra Chromium e Chrome

Supporto HDR nei browser Web: Chrome garantisce stabilità su Windows, mentre Chromium su Linux apre a nuove possibilità grazie a Wayland e KDE.

Tanti browser Web moderni si articolano su due assi fondamentali: da una parte Chrome, il prodotto stabile e commerciale di Google, e dall’altra Chromium, il progetto open-source da cui Chrome e molti altri browser derivano. Sebbene condividano lo stesso “cuore”, le differenze diventano particolarmente marcate quando si analizzano il supporto multimediale avanzato, le funzionalità sperimentali e l’integrazione con i sistemi operativi.

L’HDR (High Dynamic Range) rappresenta oggi uno degli elementi chiave dell’esperienza multimediale, tecnica utilizzata per migliorare luminosità, contrasto e gamma cromatica. Browser come Chrome e Chromium svolgono un ruolo cruciale nell’abilitare HDR non solo per i video in streaming (es. YouTube, Netflix) ma anche per i nuovi formati immagine (AVIF HDR, Ultra HDR).

Tuttavia, il supporto HDR varia notevolmente a seconda del sistema operativo e del ramo di sviluppo del browser. In particolare, Chrome su Windows e Chromium su Linux offrono scenari molto diversi.

Chrome su Windows: maturità e stabilità

Windows 10 e soprattutto Windows 11 integrano nativamente HDR (HDR10, Dolby Vision, HLG) attraverso lo stack grafico WDDM/DXGI. Chrome sfrutta le API Windows per abilitare l’output HDR su monitor certificati.

La catena include la decodifica hardware (VP9 Profile 2, AV1 10-bit, HEVC Main10), la gestione degli spazi colore (Rec.2020 e PQ/HLG come EOTF), il tone mapping integrato nel sistema.

Per fare qualche esempio concreto, HDR è supportato su YouTube in modo nativo con VP9 Profile 2 e AV1 10-bit. Sui servizi streaming come Netflix, Disney+, Prime Video grazie a Widevine L1 e ai codec proprietari (HEVC/Dolby Vision).

In Windows, Chrome garantisce un supporto HDR stabile e trasparente fornendo un’integrazione completa con l’ecosistema Microsoft e la GPU. Ampia compatibilità con i servizi DRM.

Chromium su Linux: sperimentazione e nuove frontiere

Per anni, Linux ha sofferto dell’assenza del supporto HDR reale a livello di browser, a causa di lacune nello stack grafico.

Nel 2025 si è assistito a un vero cambiamento: KDE Plasma 6.4+ e le librerie Wayland hanno introdotto il supporto per color-management-v1, necessario per HDR. Inoltre, Chromium 141+ (dev build) integra il supporto HDR su Wayland, con backend Vulkan + ANGLE.

Insieme, questi elementi consentono finalmente la riproduzione di contenuti YouTube HDR e la visualizzazione di immagini AVIF HDR su Linux.

Per provare il supporto HDR su Chromium per Linux, quindi, è necessario scaricare e installare il browser in versione 141+ (dev), aggiornare a KDE 6.4.4+ e digitare chrome://flags nella barra degli indirizzi del browser. Nelle impostazioni avanzate di Chromium, va attivato Vulkan, le opzioni Default ANGLE Vulkan e Vulkan from ANGLE, nonché porre Force Color Profile su HDR10.

Dopo aver riavviato il browser si può effettuare qualche test, che risulterà immediatamente molto piacevole per gli occhi. Un video che impressiona è “DOLBY VISION 60 -120fps Consumer Calibration Tool For TVs 2000 – 10K NITS 4KHDR DD+ 5.1“. Per un buon archivio di foto HDR si può sfruttare questa demo su Adobe Lightroom e questi esempi di immagini.

Considerazioni finali

Su Linux, Chromium sta vivendo una fase di transizione entusiasmante: con Wayland e KDE 6.4+ l’HDR è finalmente realtà, ma resta confinato a contesti sperimentali, per il momento lontano dalla stabilità di Windows.

La direzione però è chiara: nel giro di pochi rilasci stabili, anche Linux potrà competere ad armi pari, almeno sul fronte contenuti non DRM. La vera sfida rimane l’integrazione di Widevine L1 e dei codec proprietari, cosa che si scontra frontalmente con la filosofia del software libero. Senza questi componenti, però, l’HDR per i contenuti premium resterà appannaggio di Chrome su Windows e macOS.

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