macOS Tahoe rovina il ridimensionamento delle finestre: perché Apple ha sbagliato gli angoli

Con macOS Tahoe, l’aumento del raggio degli angoli delle finestre ha modificato l’area sensibile al clic necessaria per il ridimensionamento, rendendo l’operazione meno intuitiva.
macOS Tahoe rovina il ridimensionamento delle finestre: perché Apple ha sbagliato gli angoli

Con il rilascio di macOS Tahoe, molti utenti hanno subito notato un cambiamento estetico che ha suscitato reazioni contrastanti: l’incremento esagerato del raggio degli angoli delle finestre. Un dettaglio, apparentemente puramente estetico, che in realtà porta con sé profonde implicazioni in termini di usabilità del sistema operativo. Il problema principale emerge quando si tenta di ridimensionare una finestra. In quasi 40 anni di esperienza con i sistemi Apple, gli utenti si sono abituati a trascinare l’angolo della finestra dall’interno dell’area visibile del bordo. Con Tahoe, questo gesto istintivo spesso fallisce. Vediamo perché.

Ridimensionamento delle finestre in macOS: cosa è cambiato

Non si tratta solo di gusti personali: la struttura delle finestre in un sistema operativo influisce direttamente sul modo con cui gli utenti interagiscono.

Come spiega Norbert Heger, macOS definisce un’area sensibile al clic di appena 19 × 19 pixel, situata precisamente vicino all’angolo della finestra. Nei sistemi precedenti, con angoli più stretti o quadrati, circa il 62% di quest’area sensibile si trovava all’interno della finestra visibile, rendendo naturale e intuitivo il gesto dell’utente. In Tahoe, invece, il raggio degli angoli è così ampio che quasi il 75% di quell’area sensibile finisce fuori dalla finestra. Il risultato è una discrepanza tra ciò che l’occhio vede e i clic che il sistema riconosce come “catturabili”.

Gli utenti, seguendo la logica visiva, tendono a cliccare all’interno della finestra vicino all’angolo, dove il bordo appare evidente. Tuttavia, in questo punto la finestra non risponde: l’interazione è fuori dall’area target, causando errori e frustrazione. In pratica, per ridimensionare correttamente, occorre trascinare un punto che si trova al di fuori della finestra, un gesto innaturale che va contro la logica percettiva e motoria dell’utente.

Ridimensionamento impreciso finestre macOS Tahoe

Guardate le due immagini in figura (fonte: Norbert Heger). La prima a sinistra mostra un esempio di interazione per il ridimensionamento della finestra che NON funziona più in macOS Tahoe. Incredibilmente, la seconda modalità a destra invece dà come risultato un corretto ridimensionamento. Assurdo.

Perché è un problema di design, non solo di grafica

Ci troviamo davanti a un esempio concreto di come scelte di design apparentemente innocue possano alterare il comportamento intuitivo che gli utenti hanno sviluppato in decenni di interazione con i computer.

macOS Tahoe, con i suoi angoli eccessivamente arrotondati, dimostra che l’estetica estrema senza considerazioni ergonomiche può trasformare un’operazione semplice e consolidata in un compito frustrante e impreciso. Ed è un autogol pesante per Apple che, negli anni, ha sempre dimostrato di puntare sul design come leva per il successo di tutti i suoi prodotti.

Il ridimensionamento delle finestre in  Tahoe non è quindi più una questione di precisione del mouse o di abilità dell’utente, ma di allineamento tra design visivo e area sensibile al clic.  Fintanto che il comportamento non sarà corretto, gli utenti continueranno a sperimentare un’interazione innaturale, a scapito dell’efficienza e della soddisfazione nell’uso quotidiano del sistema operativo.

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