Nuova tecnologia Huawei porta la compressione backup a 90:1

Nuova tecnologia Huawei porta la compressione backup a 90:1

Huawei amplia la propria offerta enterprise con una nuova tecnologia di compressione hardware per i sistemi di backup OceanProtect.

Il rapporto dichiarato raggiunge 90:1 in scenari specifici, un valore che, se confermato su carichi reali, si collocherebbe tra i più elevati disponibili oggi nel settore backup su infrastrutture all flash. Il sistema combina algoritmi proprietari, deduplicazione multilivello e accelerazione hardware dedicata, con l’obiettivo di ridurre lo spazio occupato dalle copie di sicurezza senza penalizzare le prestazioni in fase di ripristino.

Come funziona la compressione: algoritmi e pipeline

La novità tecnica principale è la famiglia di algoritmi HZU, sviluppata internamente e protetta da brevetto.

Huawei dichiara che il sistema utilizza una trasformazione non lineare ad alta velocità abbinata a tecniche leggere di predizione del contesto, con un incremento del rapporto di compressione di circa il 30% rispetto agli algoritmi Lempel-Ziv, standard del settore da anni.

Il processo si articola in quattro fasi sequenziali: pretrattamento dei dati in ingresso, deduplicazione multilivello inline con blocchi a dimensione variabile, compressione HZBC e compattazione finale a livello di byte. L’intera pipeline è progettata per massimizzare la riduzione dei dati senza aumentare in modo significativo i tempi di backup o ripristino.

Il risultato massimo di 90:1 si applica a scenari ad alta ridondanza, come backup giornalieri completi di macchine virtuali che accumulano nel tempo grandi quantità di dati invariati. Dataset con file già compressi, contenuti multimediali o dati cifrati offrono margini di riduzione sensibilmente inferiori.

OceanProtect X8100 e X9100: prestazioni e architettura flash

La nuova scheda hardware debutta nei sistemi OceanProtect X8100 e OceanProtect X9100, pensati per ambienti enterprise con grandi volumi di backup. Rispetto alla generazione precedente, che dichiarava un massimo di 72:1, Huawei afferma che i nuovi modelli incrementino anche la velocità di elaborazione fino al 50%.

La scheda non gestisce solo la compressione: alleggerisce fino al 22% il carico normalmente assorbito dalla CPU principale, liberando risorse per l’esecuzione simultanea di backup multipli.
Entrambi i sistemi si basano esclusivamente su SSD QLC, con una zona SLC adattiva dedicata ai dati consultati più di frequente.

Il trasferimento automatico dei contenuti più richiesti nell’area più veloce migliora le prestazioni nelle operazioni di ripristino dopo un’interruzione del servizio. Poiché il costo per terabyte degli SSD rimane superiore agli hard disk tradizionali, un rapporto di riduzione molto elevato consente di aumentare la capacità effettiva disponibile senza espandere fisicamente l’infrastruttura.
Huawei precisa che le organizzazioni interessate dovranno verificare direttamente le prestazioni della piattaforma sui propri carichi di lavoro prima di stimarne il reale beneficio economico.

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