Microsoft ha introdotto un nuovo elemento fisico sulle tastiere dei PC Windows-certified con l’obiettivo di offrire un accesso diretto alle funzionalità di intelligenza artificiale integrate nel sistema operativo, ma la sua implementazione ha suscitato perplessità in termini di remapping e usabilità tecnica. La modifica del layout delle tastiere rappresenta un evento raro: l’ultimo cambiamento di rilievo risale all’introduzione del tasto Windows negli anni ’90, e oggi il nuovo tasto Copilot va a sostituire solitamente il tasto “menu” accanto ad Alt destro, segnando una transizione significativa dopo quasi tre decenni. Il tasto Copilot è pensato per richiamare il pannello Copilot in Windows 11 tramite un’unica pressione, ma a livello di codice e di sistema operativo la situazione è più complessa di quanto possa apparire superficialmente.
La funzionalità Copilot in Windows 11 può essere attivata anche con scorciatoie come Windows +C o altre combinazioni standard, e il nuovo tasto fornisce un modo fisico per farlo sui PC Copilot+ certificati, che soddisfano requisiti hardware specifici come una NPU ad alte prestazioni e certi livelli di RAM e storage. Tuttavia, l’implementazione di questo pulsante ha generato discussioni tecniche perché il sistema operativo non lo tratta come una singola unità di input ma come un insieme di segnali combinati.
Comportamento a basso livello del tasto Copilot
Quando un utente preme il tasto Copilot su una tastiera compatibile, il firmware della tastiera non invia un codice di scansione (scan code) unico come avviene per i tasti tradizionali (ad esempio i tasti funzione F1–F12).
Al contrario, invia un segnale che equivale alla simultanea pressione di tre input distinti: Windows + MAIUSC + F23. Gli scancode al di fuori della gamma comune (come F23) sono riconosciuti dai sistemi operativi moderni ma non sono tipicamente mappati ad azioni predefinite. La scelta di combinare tre segnali renderebbe tecnicamente possibile distinguere il Copilot da altri tasti, ma complica la gestione da parte di strumenti di rimappatura standard perché non si tratta di un singolo valore di scancode ma di una sequenza macro.
Sulle tastiere PC standard compaiono solo F1–F12, ma a livello di sistema operativo esiste una gamma più ampia di tasti funzione, definita già ai tempi delle tastiere IBM e mantenuta per compatibilità. F23 fa parte di questo insieme “esteso”.
In pratica, F23 non ha un tasto dedicato sulla tastiera consumer ma il sistema operativo lo riconosce comunque come codice valido. Di default non fa nulla, finché un software non gli assegna un’azione. Microsoft lo usa nel tasto Copilot come segnale identificativo neutro: la combinazione Windows + MAIUSC + F23 permette a Windows di capire “questo input arriva dal tasto Copilot” senza introdurre un nuovo scancode hardware dedicato.
Problemi nella rimappatura del tasto Copilot con gli strumenti tradizionali
Gli strumenti di rimappatura delle tastiere come Microsoft PowerToys o SharpKeys si basano sulla possibilità di intercettare e sostituire un singolo scancode alla volta. Poiché il tasto Copilot genera una combinazione di tasti, tali strumenti non possono intercettare o sostituire facilmente il comportamento di base.
Nel caso dei PowerToys, selezionando “Rimappa un tasto”, il sistema registra solo l’ultimo elemento della sequenza (F23) e non considera gli altri, quindi il remapping risulta inefficace.
Strumenti basati sul registro di sistema, come Scancode Map non offrono a loro volta una soluzione perché richiedono un valore singolo da intercettare e sostituire, cosa che non è possibile con un input composto.
Soluzioni avanzate e limitazioni pratiche
Esistono metodi più avanzati per interpretare la combinazione prodotta dal nuovo tasto Copilot, ma richiedono strumenti di basso livello come AutoHotkey o configurazioni specifiche nel sistema operativo Linux.
Con AutoHotkey è possibile intercettare la combinazione di tasti e assegnarle un’azione arbitraria, permettendo ad esempio di far avviare un’applicazione alternativa o emulare un tasto diverso (come CTRL destro), ma anche in questo caso l’input risultante non può essere usato come modificatore isolato in combinazioni con altri tasti, perché il sistema operativo continua a vedere tutti i segnali originali insieme.
Sotto Linux, l’assegnazione a un valore KeySym differente o l’integrazione in un layout personalizzato può consentire un comportamento più aderente alle aspettative di alcuni utenti, ma rimane complessa e non standardizzata.
Implicazioni per utenti e sviluppatori
L’introduzione del tasto Copilot rappresenta un’interessante evoluzione hardware verso un’interazione più diretta con funzionalità AI, ma al momento la sua implementazione tecnica limita la flessibilità degli utenti avanzati.
La scelta di inviare una combinazione di più segnali come input primario ha implicazioni significative per strumenti di automazione, script di produttività e configurazioni personalizzate, che spesso richiedono la possibilità di definire e utilizzare modificatori in modo isolato.
In assenza di supporto nativo da parte del sistema operativo per riconoscere e rimappare singolarmente la nuova unità di input, gli sviluppatori di tool di gestione delle periferiche devono ricorrere a soluzioni esterne o adattamenti specifici per ciascuna piattaforma.