Suno ha presentato v6, la nuova generazione dei suoi modelli per la creazione musicale, sviluppata con il contributo di Warner Music Group, BMG e Believe.
L’annuncio del 9 settembre 2026 introduce tre varianti pensate per esigenze diverse: v6 punta su precisione e qualità, v6-wild privilegia risultati più imprevedibili, mentre v6-mini offre una versione più rapida e leggera. Tutte le varianti possono generare brani fino a otto minuti. La distinzione tra i modelli non riguarda quindi soltanto le prestazioni, ma anche il grado di controllo o sperimentazione richiesto durante la creazione.
La novità non riguarda soltanto la generazione da testo. Il sistema permette di intervenire su singole parti di un brano, combinare elementi provenienti da più tracce e utilizzare testo, audio, immagini e video come input. Suno afferma inoltre di aver costruito v6 da zero con un nuovo insieme di dati, includendo contenuti concessi in licenza dai partner dell’industria musicale.
Suno v6 punta su controllo e modifica dei brani
Un cambiamento importante riguarda l’editing. Con v6 l’utente può descrivere in linguaggio naturale una modifica applicata a una singola sezione, senza dover ricreare necessariamente l’intero brano. È possibile intervenire anche su un singolo testo, isolare un elemento sonoro oppure combinare componenti provenienti da più produzioni. Il sistema accetta inoltre input multimodali: un’idea può partire da una descrizione scritta, da una registrazione audio, da un’immagine o da un video.
The Verge ha rilevato un miglioramento evidente nella comprensione dei generi musicali durante le proprie prove, citando risultati più convincenti con richieste come hyperpop e krautrock. Restano però limiti nella riproduzione delle imperfezioni tipiche delle esecuzioni umane. Nei test effettuati dalla testata, richieste esplicite per ottenere voce monotona, strumenti fuori tonalità o ritmi irregolari non hanno prodotto risultati realmente convincenti. Il modello mantiene quindi una forte tendenza alla regolarità armonica e ritmica.
Il nuovo modello nasce con l’industria musicale
La caratteristica più rilevante di v6 riguarda però i dati e le relazioni con i titolari dei diritti. Suno dichiara di aver addestrato il modello da zero utilizzando un nuovo insieme di dati che non coincide con quello impiegato per le versioni precedenti. Tra le fonti indicate figurano contenuti concessi in licenza da Warner Music Group, BMG e Believe, oltre ai dati degli utenti. L’azienda ha inoltre organizzato sessioni di lavoro con artisti, produttori, autori e musicisti per raccogliere indicazioni sui loro processi creativi.
La scelta arriva dopo le controversie sulla provenienza dei materiali utilizzati per addestrare i modelli musicali. Il nuovo accordo con l’industria non permette però di stabilire, sulla sola base delle informazioni pubbliche, che ogni elemento utilizzato nei dati di addestramento sia privo di materiale contestato. La stessa The Verge sottolinea questa incertezza. Suno sta quindi introducendo un modello di collaborazione più strutturato, ma la trasparenza sui dati resta un elemento da valutare.
La società ha anche annunciato strumenti per controllare gli audio e i testi caricati dagli utenti e misure contro gli utilizzi non autorizzati. In parallelo, le partnership con operatori come Believe e TuneCore puntano a creare nuove possibilità di distribuzione e remunerazione per gli artisti che scelgono di partecipare. Suno prevede infine di ritirare progressivamente i modelli precedenti, concentrando il servizio sulla generazione v6.
Il risultato è un’evoluzione che sposta l’attenzione dalla semplice generazione automatica alla modifica controllata della musica. La qualità del modello resta importante, ma altrettanto rilevante diventa la possibilità di correggere, combinare e rifinire un brano senza ricominciare ogni volta da zero. Il coinvolgimento diretto di società discografiche e distributori aggiunge inoltre una componente commerciale che potrebbe influenzare il modo in cui l’AI musicale viene adottata dai professionisti.