Violazione GPL: Skype getta la spugna in Germania

Mentre si preparava per l'appello nei confronti della sentenza, emessa lo scorso anno, che aveva accertato una violazione della GPL da parte di Skype, la società controllata da eBay ha deciso di desistere.

Mentre si preparava per l’appello nei confronti della sentenza, emessa lo scorso anno, che aveva accertato una violazione della GPL da parte di Skype, la società controllata da eBay ha deciso di desistere.
Nel mese di Luglio 2007, la corte di Monaco aveva stabilito come Skype avesse violato la licenza GPL commercializzando un telefono VoIP marcato SMC Networks e basato su Linux senza allegare il codice sorgente del software utilizzato.
L’azione legale era stata proposta da Harald Welte di gpl-violations.org.
Skype aveva portato a sua difesa le contraddittorie regolamentazioni tedesche in materia di antitrust. La corte, tuttavia, ritenne infondate le ragioni dell’appello. La motivazione addotta fu la seguente: sebbene la GPL non sia riconosciuta ufficialmente dalla legislazione tedesca, Skype non aveva comunque alcun diritto di utilizzare un software nelle modalità in cui ciò è stato fatto.
E’ da poco arrivata la conferma della rinuncia ad opporsi alla sentenza da parte di Skype.

Il legale di Harald Welte, Till Jaeger, ha spiegato come sia stato raggiunto un accordo stragiudiziale con il produttore di device per telefonia e connettività SMC Networks.

E’ la prima volta che un’azienda straniera riconosce, in Germania, la propria responsabilità in materia di violazioni della licenza GPL. La corte ha riconosciuto come la pubblicazione del codice sorgente su Internet non sia da ritenersi sufficientemente adeguata nel caso di un telefono VoIP.

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