Wayback Machine lancia il plugin WordPress che salva i link rotti e preserva il Web: zero errori 404

Wayback Machine, in collaborazione con Automattic, introduce un plugin per WordPress che rileva e corregge i link rotti, reindirizzando gli utenti verso versioni archiviate e contribuendo a preservare l’affidabilità dei contenuti online nel tempo.

Il fenomeno dei link rotti, ovvero collegamenti ipertestuali che nel tempo finiscono per non puntare più ad alcuna risorsa utile, sta assumendo proporzioni tali da minare l’integrità delle informazioni online e l’esperienza di lettura. Studi recenti mostrano che circa il 40% dei link presenti 10 anni fa non è più raggiungibile oggi, con effetti negativi su notizie, contenuti accademici e risorse istituzionali.

Per affrontare questo problema, Automattic — la società che sviluppa WordPress — e l’organizzazione no-profit Internet Archive hanno annunciato l’arrivo di un nuovo strumento pensato per i gestori di siti: il plugin gratuito Internet Archive Wayback Machine Link Fixer.

Alla base dell’idea c’è una constatazione semplice ma fondamentale: WordPress, la piattaforma su cui si basa una quota significativa del Web, ospita milioni di siti che quotidianamente citano risorse esterne. Quando queste risorse spariscono, non solo si perde un riferimento, ma si frantuma parte del significato del contenuto che le contiene. Il nuovo plugin si propone quindi di mitigare questo effetto in modo automatico e trasparente.

Il plugin opera in background all’interno di un sito WordPress e segue un flusso di lavoro piuttosto sofisticato:

  • Scansiona i link in uscita presenti negli articoli e nelle pagine;
  • verifica per ciascun URL se esistono versioni archiviate nella Wayback Machine di Internet Archive;
  • se non fossero già presenti, crea automaticamente nuovi snapshot delle pagine collegate;
  • quando un link originale smette di funzionare, reindirizza i visitatori verso la versione archiviata, evitando l’errore 404;
  • mantiene costantemente aggiornato lo stato dei link: se la risorsa torna online, il reindirizzamento ad archivio viene rimosso.

La funzione risulta particolarmente rilevante per chi pubblica contenuti che citano studi, documenti ufficiali o pagine esterne che possono scomparire nel tempo: oltre a migliorare l’affidabilità percepita dai lettori, aiuta a preservare il valore storico delle informazioni.

Implicazioni per editori e siti Web

Il lancio di Link Fixer rappresenta più di un semplice strumento tecnico: è un passo verso una migliore conservazione delle conoscenze digitali.

Per anni, la Wayback Machine ha offerto a ricercatori, giornalisti e utenti la possibilità di esplorare versioni precedenti delle pagine Web. Portare parte di questa funzione direttamente all’interno dei siti WordPress significa estendere la robustezza dell’intero ecosistema Web, riducendo il “degrado digitale” senza richiedere al contempo interventi manuali continui da parte degli amministratori dei siti.

Dal punto di vista pratico, l’adozione del plugin potrebbe avere effetti positivi anche sulla SEO e sull’esperienza utente: i link rotti infatti non solo interrompono la navigazione, ma possono anche aumentare i tassi di rimbalzo e diminuire la soddisfazione dei visitatori. Collegare automaticamente contenuti archiviati quando l’originale sparisce mantiene il contesto e offre una continuità che prima richiedeva interventi umani o strumenti più complessi.

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