Nel panorama digitale attuale, la parola d’ordine è sicurezza. La nuova modalità avanzata di WhatsApp promette di alzare il livello della privacy per tutti, ma con un occhio di riguardo verso chi, per lavoro o esposizione pubblica, si trova spesso nel mirino di attacchi informatici sofisticati.
La piattaforma di messaggistica, già nota per la sua diffusione capillare, ora si trasforma in una vera e propria fortezza digitale, introducendo la funzione Strict Account Settings, la migrazione del codice a Rust e rendendo la verifica in due passaggi obbligatoria. Tre mosse che non sono solo slogan, ma rappresentano una risposta concreta alle minacce sempre più evolute che popolano il web.
Strict Account Settings: come funziona
Attivando la nuova modalità, l’utente si trova davanti a una serie di cambiamenti tangibili. La privacy viene immediatamente rafforzata: file multimediali e allegati provenienti da numeri sconosciuti vengono bloccati a monte, riducendo drasticamente la superficie d’attacco per spyware e phishing.
Le chiamate da contatti non salvati vengono silenziate in automatico, mentre le anteprime dei link spariscono dalla schermata chat, eliminando così una delle principali fonti di attacchi via social engineering. Un altro elemento chiave è la verifica in due passaggi, che da opzione diventa requisito imprescindibile, garantendo un ulteriore livello di protezione contro le intrusioni non autorizzate. Di fatto, parliamo di soluzioni efficaci per proteggere giornalisti e altre figure pubbliche.
Ma non è tutto: ogni volta che il codice di crittografia di un contatto viene aggiornato, l’app genera un avviso immediato, offrendo all’utente la possibilità di monitorare in tempo reale eventuali tentativi di intercettazione. Inoltre, la visibilità di informazioni personali come ultimo accesso, stato online, foto e bio viene limitata esclusivamente ai numeri salvati in rubrica, azzerando la possibilità di monitoraggio da parte di sconosciuti.
Dove attivare la funzione e i limiti di applicazione
La nuova modalità trova spazio all’interno delle impostazioni: Impostazioni – Privacy – Avanzate. Un dettaglio non trascurabile: la configurazione può essere effettuata soltanto dal dispositivo principale, lasciando fuori dalla gestione media le versioni desktop e web di WhatsApp. Il rilascio della funzione avverrà a scaglioni, con l’obiettivo di raggiungere l’intera base utenti nel corso delle prossime settimane.
Il parere degli esperti
Gli addetti ai lavori accolgono con favore la doppia strategia: scudi visibili per gli utenti più esposti e fortificazioni invisibili contro bug sistemici. Tuttavia, non mancano i dubbi sull’efficacia reale delle nuove misure, che dipenderà molto dalla chiarezza con cui WhatsApp saprà comunicare agli utenti i limiti e le implicazioni della modalità avanzata.
Le associazioni per i diritti digitali, da parte loro, plaudono al controllo più granulare sui dati personali, ma chiedono garanzie affinché le restrizioni non si trasformino in ostacoli per chi, per lavoro, ha bisogno di interagire frequentemente con nuovi contatti e gruppi.