Windows 11 mostra nomi misteriosi nel Cestino dopo gli update di giugno 2026

Gli aggiornamenti Windows di giugno 2026 introducono un bug che mostra i nomi interni dei file nel Cestino. Nessun rischio per i dati, correzione già in lavorazione.

Gli aggiornamenti cumulativi di Windows correggono vulnerabilità, introducono miglioramenti e, talvolta, portano con sé effetti collaterali inattesi. È quanto sta accadendo con gli update distribuiti durante il Patch Tuesday di giugno 2026. Dopo le segnalazioni relative a problemi che coinvolgono OneDrive, Dropbox, schermate blu e richieste anomale di recupero BitLocker (problemi che Microsoft deve ancora confermare…), l’azienda di Redmond ha nel frattempo informato circa l’esistenza di un ulteriore malfunzionamento che interessa una componente storica del sistema operativo: il Cestino di Windows.

La particolarità del difetto non porta a perdite di dati né compromette l’integrità dei file. Eppure il bug colpisce una funzione utilizzata quotidianamente da milioni di utenti e amministratori di sistema. La sua ampia diffusione, che coinvolge praticamente tutte le versioni supportate di Windows client e server, dimostra ancora una volta quanto sia delicato intervenire su componenti apparentemente semplici ma profondamente integrati nel sistema.

Cestino di Windows: bug mostra i nomi interni dei file eliminati

Dopo l’installazione degli aggiornamenti di sicurezza rilasciati il 9 giugno 2026, tra cui KB5094126 per Windows 11 24H2 e 25H2, il Cestino può mostrare un comportamento anomalo durante l’eliminazione definitiva di un file.

Quando l’utente tenta di rimuovere in modo permanente un elemento presente nel Cestino, la finestra di conferma non visualizza più il nome originale del file ma il suo identificativo interno.

In pratica, un file chiamato immagine.png potrebbe apparire nella finestra di dialogo come $R7A3F1.png o con una denominazione simile. Si tratta di un nome che Windows utilizza internamente per gestire gli oggetti conservati nel Cestino e che normalmente resta invisibile all’utente.

Microsoft ha precisato che il problema riguarda esclusivamente il messaggio di conferma. L’elenco dei file presenti nel Cestino continua a mostrare il nome corretto e, se l’utente decide di ripristinare il contenuto, il file torna nella posizione originale mantenendo la denominazione corretta.

Perché compaiono file con prefisso strano

Quando un file viene eliminato senza usare la combinazione MAIUSC+CANC, in Windows, il sistema non lo distrugge immediatamente ma lo sposta in una cartella nascosta presente all’interno della directory $Recycle.Bin.

All’interno di tale directory Windows crea normalmente due elementi distinti: il primo utilizza il prefisso $R e contiene i dati reali del file eliminato. Il secondo utilizza il prefisso $I e memorizza metadati come nome originale, percorso di provenienza e data di eliminazione.

La finestra di conferma dovrebbe leggere le informazioni archiviate nel file $I e mostrare all’utente il nome reale dell’oggetto. L’anomalia introdotta dagli aggiornamenti di giugno 2026 sembra invece recuperare il riferimento al file $R, esponendo quindi un dettaglio interno che normalmente resta nascosto.

Tutte le versioni di Windows coinvolte

La particolarità della segnalazione ufficiale è la sua estensione. Non si tratta infatti di un difetto limitato a una singola release di Windows 11.

Microsoft indica tra i sistemi interessati Windows 11 26H1 (ARM), 25H2, 24H2 e 23H2, Windows 10 22H2, le edizioni Enterprise LTSC 2021 e 2019, la versione LTSB 2016 e numerose piattaforme server ancora supportate, tra cui Windows Server 2025, Windows Server 2022, Windows Server 2019, Windows Server 2016, Windows Server 2012 e Windows Server 2012 R2.

Una diffusione così ampia suggerisce che la regressione non si trovi in un componente esclusivo delle versioni più recenti, ma in una parte condivisa della shell di Windows o del codice che gestisce il Cestino nelle varie generazioni del sistema operativo.

Microsoft conferma di essere al lavoro su una correzione che arriverà tramite un futuro aggiornamento cumulativo.

Al momento non è chiaro se la soluzione sarà distribuita durante il prossimo Patch Tuesday oppure attraverso un aggiornamento straordinario di tipo Out-of-Band, procedura che Microsoft utilizza quando ritiene necessario intervenire rapidamente tra due cicli di rilascio mensili.

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